
Vorresti essere ucciso? Si verificano situazioni nelle quali le persone vogliono morire e c’è qualcuno disposto ad ucciderli.
Pensi di aver già sentito di tutto? Probabilmente no! Conosci qualcun che si è fatto volontario per degli assassini bisognosi e…cannibali?
Si tratta principalmente di casi nei quali il cannibalismo si trasforma in un feticcio sessuale. Chi uccide una vittima-complice riesce a raggiungere il massimo piacere. Tra i primi casi registrati ci fu quello di Armin Meiwes, nel 2003, condannato in Germania. Tagliò il pene della propria vittima, lasciandola dissanguare nella vasca da bagno finché non morì di emorragia. Appese il corpo su uno di quei ganci che si utilizzano nelle macellerie per farlo poi a pezzi, conservando la carne nel congelatore. Ci fu un contatto sessuale tra Meiwes e la sua vittima, anche se non si riuscì a scoprire se ciò accadde prima o dopo la morte.
Meiwes trovò il suo “complice” dopo aver messo 400 annunci su vari siti internet. Gli rispose Bernd Jürgen Brandes. Si parlò molto di Meiwes, delle sue motivazioni e del suo stato psicologico, ma fu detto pochissimo su Brandes. Mi chiedo che cosa spinge una persona a desiderare questo tipo di morte? Dopotutto offrirsi come volontario per essere assassinato non è un modo convenzionale per commettere un suicidio. C’è chi ha teorizzato possibili implicazioni religiose. Se Brendes era un cattolico devoto, essendo assassinato, non peccava, mentre suicidandosi sì…
Le prove dimostrano che non ci fu resistenza, né nel momento dell’amputazione del pene, né durante il contatto sessuale e nemmeno di fronte alla morte. Fino a dove può arrivare la sottomissione in una relazione di dominazione sessuale? La risposta è, in questo caso, ben aldilà di quello che pensa la maggior parte della gente. Meiwes filmó tutto e sembra che Brandes fosse condiscendente in ogni momento, addirittura affittando appartamenti a Berlino, che potrebbero essere utilizzati come potenziale scena del crimine.






