Jan 26

Mapplethorpe a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 01 26th, 2011| icon31 Comment »

Vi proponiamo una mostra che vi darà l’opportunità di conoscere le fotografie di Robert Mapplelthorpe, autore di immagine con una forte carica erotica  e uno dei migliori fotografi degli anni 70 -80 del secolo scorso.

mapplethorpe

La mostra raccoglie le fotografie della sua produzione iniziale che per l’esplicita sensualità delle immagini suscitò non poche polemiche. Con al sua prima macchina fotografica, una Polaroid, diresse lo sguardo verso sé stesso, scattando diversi autoritratti e su chi allora era la sua inseparabile compagna sentimentale, Patti Smith, uno dei tanti personaggi emblematici raggiunti dalla sua Polaroid e in seguito, in una tappa di maggiore maturità fotografica, dalla sue mitica Hasselblad che l’avrebbe accompagnato per tutta la vita.

Insieme a  Patti Smith sarebbe entrato in contatto con la scena punk newyorchese degli anni 70. Patti Smith frequentava la sala concerti dove si trovavano tutte le band del momento, la CBGB. Fu lì dove iniziò a recitare le sue poesie e, in seguito, cantarle.

Mapplethorpe e Patti Smith ebbero una relazione  molto speciale. Si conobbero per caso, mentre passeggiavano per le strade di New York e Patti, volendo liberarsi di un uomo che l’aveva invitata a cena, chiese a Robert di far finta di essere il suo ragazzo. È così che iniziò la loro storia. All’inizio la loro era una relazione di coppia, ma prestò Robert iniziò a scoprire la propria sessualità e le sue tendenze omosessuali . I due però rimasero sempre amici.

Condivisero la stanze ed il letto,  a volte accompagnati, nel famoso hotel Chelsea, dove, dove si rifugiavano molti dei futuri personaggi artistici della metropoli, come Leonard Cohen o Andy Warhol. Fu proprio Warhol ad influire in modo decisivo sull’opera di Mapplethorpe, anche se in seguito il fotografo seguì la propria strada, interessato più per l’oggetto fotografato che per l’azione del fotografare in sé. L’eleganza e la sensualità delle luci e delle ombre che avvolgono i corpi fotografati riescono a dare una carica erotica anche ad un semplice peperone.

Per maggiori informazioni: http://www.wechselausstellungen.de/berlin/robert-mapplethorpe-retrospektive/



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Jan 19

Il mondo di Victor Castillo è popolato di grottesche e rocambolesche figure dagli  sguardi vuoti e dalle bocche mordaci. Sembrano  bambini che hanno venduto l’anima e che sono rimasti intrappolati in un desolato ed oscuro limbo, dove regna il terrore apocalittico.

victor castillo

Nato in Cile, quest’artista ci introduce in mondo tenebroso, corrotto dall’ipocrisia religiosa, il razzismo ed il consumo ansioso, che trasforma l’essere umano in una personaggio dei fumetti, un pagliaccio da circo al quale non rimane altro che accettare la propria colpa.

Con richiami a propri contemporanei come l’artista americano Gary Bareman o Manuel Ocampo, Castillo si distingue per la sua inconfondibile pennellata, quasi drammatica e che mette in evidenza le sue doti di pittore classico, come anche la sua passione per i fumetti degli anni 40. Castillo ha uno stile particolare, ma che si inserisce nella corrente artistica che alcuni anni fa è cominciata a girare sulle riviste d’arte con il termine Pop Surrealista. Si tratta di uno stile che addotta l’estetica e i contenuti della cultura popolare (in questo caso i fumetti), senza per questo prescindere da una certa trascendenza concettuale, che si può chiaramente notare anche nell’arte di Castillo.

Il suo tenebroso immaginario gli serve da scenario per narrare una delle più acide storie dell’umanità, quella di una società capitalista, politicamente ed ideologicamente povera, cinica ed indifferente davanti alle problematiche sociali. Per questo motivo spesso troviamo nelle sue tele personaggi putrefatti o figure che al posto delle narici hanno due salsicce o mostri consumati dal loro stesso sarcasmo.

Per maggiori informazioni: http://mkgallery.com/Exhibitions.php?See=Schedule

 

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La galleria  Merry Karnowsky nella capitale tedesca ospita adesso una mostra con le opere di Victor Castillo; ti consigliamo di affittare appartamenti a  Berlino e di visitarla: sarà aperta dal 5 febbraio al 5 marzo 2011. 

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Jan 14

Mostra su Absalon a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 01 14th, 2011| icon3No Comments »

Il 28 novembre il KW, l’Istituto per l’Arte Contemporanea di Berlino ha inaugurato una mostra individuale con le opere dell’artista israeliano Absalon, la prima in 20 anni.

absalon

Nato nel 1964 ad Ashdod in Israele, Absalon emigrò a Parigi verso la fine degli anni 80, dove visse fino alla sua morre nel 1993 e dove realizzò la maggior parte della sua opera artistica. Al  KW a Berlino saranno esposte alcune delle sue opere più enigmatiche: Cellules, la serie Propositions d’habitation e l’installazione Dispositions, come anche alcune opere inedite. Si tratta di creazioni dalle quali risulta evidente il suo fascino per lo spazio che l’artista colmava con forme geometriche come il rettangolo,il circolo ed il triangolo. È un linguaggio ascetico e neutro, ridotto a forme di base che ci  riporta a Le Corbusier, la Bauhaus, de Stijl e il costruttivismo russo, che si riflette specialmente nella sua opera Cellules.

La mostra presso il KW di Berlino vuole rendere omaggio a quest’affascinante personaggio del mondo dell’arte, come anche presentare i propri concetti e un linguaggio formale e, allo stesso dotare lo spettatore di un filo conduttore narrativo tra le sue opere. Per questo motivo la mostra è completata da un amplio catalogo nel quale sono raccolti non solo i testi di Absalon, ma anche quello di altre personalità del mondo dell’arte, come il critico Bernard Marcadé y la teorica d’arte Nina Montman e gli interventi dei curatori Ute Meta Bauer e Hans Ulrich Obrist, curatore e collezionista.

Absalon è indubbiamente uno degli artisti contemporanei più affascinanti, non solo per il suo astratto linguaggio artistico, ma anche per la sua tragica e prematura morte a solo 29 anni.

 

 

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La mostra presso il KW rimarrà aperta fino al 20 febbraio 2011; affitta appartamenti a Berlino ed esplora il criptico mondo di Absalon.

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Jan 3

Il  Hipster è un fenomeno del nuovo millennio. Con i suoi pantaloni a sigaretta, occhiali cari e borsa di tela, si è trasformato in un nuovo specimen urbano, che si nutre di movimenti culturali del passato, come la New Wave, i mod, il punk e il grunge. Ossessionati con i fumetti, i vecchi videogiochi e band come Animal Collective, Panda Bear e Die Antwoord, uno dei rappresentanti più famosi è, senza dubbio il controverso fotografo Terry Richardson, conosciuto per il suo eterno look di camicia da boscaiolo e occhiali da nonno. I blog di street art, come il famoso Facehunter, posano davanti alla camera di Yvan Rodic, autore della pagina o Todd Selby al quale i Hipsters aprono le porte delle loro case per far conoscere i loro gusti e il loro savoir fair davanti al mondo.

hipster

Questo fenomeno della subcultura urbana, che è arrivato fino alle elite di università come Harvard, dove i sociologi si dedicano alla ricerca sulle radici di hipster e una descrizione demografica. Il termine apparve per la prima volta nel 1948, nel saggio “A Portrait of teh Hipster” del giornalista Anatole Broyard, il ritratto di una figura proveniente dalla subcultura del jazz che si ribellava contro l’egemonia dei bianchi.

Oggi, tuttavia il termine è stato usurpato dalla classe media Bianca, giovani urbani che stilisticamente oscillano tra il White Trash con le camicie da boscaiolo e baffi, e il secchione con occhiali. Grazie ai canali di diffusione in Internet ed il mix di referenze stilistiche, il Hipster lotta continuamente per non essere assorbito dalla cultura di massa, il suo incubo peggiore.

 

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Se vuoi vedere questo esemplare nel suo habitat naturale, ti consigliamo di affittare appartamenti a Berlino dove troverete il maggior numero di hipster per metro quadro.

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