Feb 28

Clona il tuo pene

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 02 28th, 2011| icon3No Comments »

Se andate fieri del vostro corpo e, nello specifico, del vostro pene e sentite la necessità di farlo sapere (e mostrare) ai vostri amici o al vostro partner, qui avete il regalo ideale affinché tutti possano ammirarlo in qualsiasi momento. Si tratta del “clonatore” di peni di cioccolato. Non so se i vostri amici saranno entusiasti dell’idea, ma certamente lo sarà il vostro partner, visto che non c’è niente di meglio che unire il sesso al cioccolato… con un regalo del genere non potrete sicuramente sbagliare.

clona pene

Ma che succede se non avete un compagno? Non c’è problema, lo potrete esporre nel vostro soggiorno senza alcun pudore e nel più puro stile edonistico.

Anche da un punto di vista sessuale potrebbe risultare molto eccitante vedere il proprio partner gustare il clone in cioccolato durante il rapporto sessuale vero e proprio: un gioco erotico estremamente goloso. Così il clonatore unisce il proprio orgoglio alla soddisfazione del partner, affinché entrambi possano godere di un dessert divertente in grado di regalare una notte veramente selvaggia… grazie anche alle proprietà eccitanti del cioccolato.

In alternativa, piuttosto che regalare un clone del vostro pene, potrete regalare semplicemente il kit di clonazione affinché sia qualcun altro a dar forma al proprio membro. Si tratta senza ombra di dubbio di un regalo divertente e in grado di regalare piacevoli benefici.

mia1603 Only-apartments Authormia1603

Si adatta perfettamente all’intimità degli appartamenti a Berlino perché in una città cosmopolita come la capitale tedesca nessuno si scandalizza se riceve un regalo di questo tipo. Anche se, come ho già commentato, probabilmente conviene regalare direttamente il kit, giusto per evitare una situazione tremendamente imbarazzante nel caso in cui il pene di cioccolato risultasse un regalo non desiderato. Visto che creare un clone non porta via più di cinque minuti, allora perché non provare?

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Feb 25

Shoot! Autoritratti a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 02 25th, 2011| icon3No Comments »

Il 4 febbraio scorso è stata inaugurata un’interessantissima mostra presso il C/O di Berlino, una delle più importanti istituzioni europee che si occupano di fotografia.  Il titolo “Shoot! Fotografia esistenziale”, la mostra ci fa conoscere il filone dell’autoritratto fotografico, una delle discipline più affascinanti di questo mezzo di espressione artistica.

autoritratti berlino

La filosofa Susan Sontag affermava che l’autoritratto che l’autoritratto è una forma per sublimare il suicidio, un harakiri estetico nel quale il fotografo disputava un duello con se stesso. L’azione di scattare la foto che ritrae chi è l’artefice della foto stessa, mette in evidenza questo doppio senso. È anche un modo per affrontare se stessi, trasformandosi in osservatore, ma anche nel soggetto osservato. Non deve sorprenderci se l’autoritratto era una delle attrazioni più divertenti e perturbanti delle fiere all’inizio del secolo passato. Vi traspirava da sempre un curioso fascino per il mezzo ed una vaga nozione di dissociazione che ognuno sente nel vedersi ritratto in una fotografia.

Alcuni degli artisti e fotografi più famosi hanno ceduto alla tentazione e al fascino dell’autoritratto. Sono, per esempio, indimenticabili gli incredibili autoritratti di Van Gogh, che metteva in evidenza lo stato mentale dell’artista. Altri artisti si ritraevano come grandi maestri o geni, come figure quasi eteree che volevano farci scoprire i segreti del mondo e della vita.

Per maggiori informazioni http://www.co-berlin.info/vorschau.html

 

Heloise Battista Only-apartments AuthorHeloise Battista

Fino al 27 de marzo la  C/O metterà in mostra alcune delle opere più rappresentative di questa disciplina quasi dimenticata. Se vuoi scoprire il mondo del harakiri estetico, questo suicidio sublimato, affitta appartamenti a Berlino e dirigiti al C/O dove ogni visitatore può farsi un autoritratto.

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Feb 24

I nuovi berlinesi

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 02 24th, 2011| icon31 Comment »

Un insegnante di box di origine serba, una ballerina israeliana, una maestra del Kazakistan, una designer di moda turca e un totale di otto brillanti testimoni che si interrogano, tra le altre cose, circa la definizione di dimora, sono la prova vivente che ogni persona rappresenta un mondo a sé stante e che Berlino è una realtà aperta a tutte le diversità e alle differenze sociali. Interviste che durano da un minuto e un quarto a 3 minuti al massimo, dense di commoventi e coinvolgenti messaggi di vita, testimoniano le esperienze di diverse persone che tentano di adattarsi in una città che a volte appare ostile. A queste fa da contrasto un proverbio turco che recita: “Dove posso sedermi e sentirmi soddisfatto, questa è casa mia”.

nuovi berlinesi

The New Berliners, questo il nome della serie e del progetto multimediale che si fa strada nella quotidianità degli immigrati della capitale della Repubblica Federale Tedesca, è stato realizzato dalla regista Julia Lipkins attraverso il sito informativo in inglese The Local.

La città di Berlino è riuscita a risorgere dalle proprie ceneri sulla scia dell’impulso ricevuto in seguito alla caduta del Muro di Berlino nel 1989. Da quel momento la popolazione è stata coinvolta in un processo di trasformazione ininterrotto che ha avuto come obiettivo principale la pratica della tolleranza e l’accettazione degli altri con tutte le loro differenze.

La Germania non ha dovuto affrontare grandi ondate di violenza o di disturbi sociali legate all’immigrazione, come invece è successo in Francia o nel Regno Unito, e tuttavia il dibattito sull’immigrazione è considerato necessario in alcuni settori sociali e politici, in particolare tenendo conto della nuova legislazione riguardante l’integrazione proposta dal governo di Angela Merkel.

L’attuale cancelliere tedesco espresse la propria preoccupazione in alcune dichiarazioni riguardanti il tema dell’immigrazione. “L’approccio multiculturale del ‘viviamo fianco a fianco essendone tutti felici’ ha fallito del tutto. Il nostro Paese non deve dare l’impressione al resto del mondo che qui non siano benvenuti coloro i quali non parlano tedesco o che non prendono addirittura nemmeno in considerazione la possibilità di parlarlo. Questo potrebbe essere molto dannoso per il nostro Paese”. Questo dichiara la Merkel prendendo atto delle difficoltà che implica l’integrazione del diverso.

Dal momento in cui la rigida legge sulla cittadinanza è stata modificata con l’inserimento dello ius soli, la Germania ospita quattro milioni di musulmani e circa sedici milioni di abitanti con un background migratorio. Ius soli significa diritto del suolo ed è un criterio giuridico che stabilisce la nazionalità di una persona sulla base del luogo fisico in cui vive, quasi in opposizione allo ius sanguinis, o diritto di sangue, secondo il quale la nazionalità si ottiene per filiazione biologica o adottiva, indifferentemente dal luogo di nascita.

 

Laura Aurelia Only-apartments AuthorLaura Aurelia

Berlino è oggi una delle città europee più aperte alle diversità, allo scambio, al multiculturalismo e alle espressioni di ogni genere. È una città eclettica, conosciuta in tutto il mondo per la sua storia, la sua vita notturna, le sue discoteche e bar e per la sua arte, i musei e i palazzi. Prendi in affitto appartamenti a Berlino e approfitta di questo luogo, paradigma del nuovo millennio in cui la mescolanza del diverso è all’ordine del giorno.

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Feb 23

Jean Genet al Museo Gay di Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 02 23rd, 2011| icon31 Comment »

Il Museo Gay di Berlino ospita fino al prossimo 7 marzo 2011 una mostra –omaggio allo scrittore francese Jean Genet che passò la propria gioventù tra delinquenti di strada, cercere e sfruttatori sessuali, ma finì per diventare amico di Cocteau, Picasso e Sartre

museo <b>gay</b> berlino

Il Museo Gay è stato fondato nel 1985 da tre studenti omosessuali cha lavoravano presso la libera Università di Berlino come vigilanti durante le mostre. Manfred Baumgardt, Andreas Stern Weiler y Wolfgang Theis decisero di creare un museo per raccontare la storia dei gay e il loro contributo nel campo della cultura e dell’arte. Nel corso della storia i gay sono stati spesso perseguitati, incarcerati e anche assassinati. Il Museo promuove lo studio e la ricerca sociale dei movimenti omosessuali e le grandi lotte politiche affrontati dai gay, lesbiche e transessuali per i propri diritti e contro la discriminazione.

La mostra comprende libri, incisión e dipinti che ci raccontano la vita di questo scrittore nato nel 1910 da padre sconosciuto e madre prostituta e affidato ad un orfanotrofio ad un anno d’età.

La vite in condizioni misere lo porto a delinquere molto presto. Pur essendo un ottimo studente, iniziò a rubare già all’età di dieci anni per poter vivere. Passò l’adolescenza nei riformatori e più tardi cadde nella prostituzione.

Le sue opere sono marcate dalla sua vita e riflettono una profonda ribellione contro la società e la sua doppia morale, gioca con la provocazione ed irrompe con antieroi che smontano gli stereotipi del romanzo classico. Nel 1946 scrisse Il Miracolo della Rose, dove racconta le esperienze della sua vita emarginata e gli incontri con gli amanti che ebbe nel riformatorio. A 18 ani si arruolò nell’esercito francese, dl quale fu presto espulso per “comportamenti contrari alla morale”, dopo esser stato sorpreso durante una relazione omosessuale.

Continuò a vagabondare, rubare e  prostituirsi. Questo periodo della sua vita gli ispirò il romanzo Diario di un Ladro, ambientato nel “barrio chino” di Barcellona durante gli anni che precedettero la Guerra Civile spagnola.

Nel 1947 scrive Pompe Funebri con la quale dà inizio ad un maggiore compromesso politico, raccontando la storia di alcuni partecipanti  alla resistenza francese contro il regime nazista.

Le sue opere, che sono molto esplicite e affrontano tematiche come la delinquenza e l’omosessualità, furono spesso soggette a censura. Negli anni 60 aumentò il suo impegno politico, aderì infatti al movimento del maggio parigino del 68 e a quello delle Pantere Nere. Genet scrisse anche opere di teatro e saggi che furono oggetto di analisi per il filosofo Jacques Derida. Dedicò la sua ultima opera, Un prigioniero innamorato, alla causa Palestina e all’amico Yasir Arafat.

 

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Conoscere l’opera di Genet e la storia dia chi è stato emarginato e censurato peri l proprio orientamento sessuale è una meravigliosa esperienza intellettuale, non ve la potete perdere se vi trovate nella capitale tedesca. Approfittatene per godervi i comodi appartamenti a Berlino

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Feb 22

Il turismo sessuale

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 02 22nd, 2011| icon3No Comments »

Non è una cosa che mi sentirei di promuovere né tantomeno mi sento di condannare, a meno che non siano coinvolti dei bambini e non ci sia sfruttamento: sto parlando del turismo sessuale, il quale da diversi anni muove ingenti quantità di denaro in tutto il mondo. Intendo parlare di questo tema perché, a due mesi dall’inaugurazione del più grande bordello d’Europa, il Paradise, situato nel nordovest della provincia catalana di Girona, a La Jonquera, tutto sembra indicare che gli investimenti in questa tipologia di turismo hanno incontrato un gran successo.  La struttura si sviluppa su 2.700 mq, dispone di un parcheggio privato, di uno pubblico, di 80 camere e può ospitare fino a 150 prostitute al giorno, le quali pagano 70 euro giornalieri per lavorare qui.

turismo <b>sessuale</b>

Fino a questo momento il più grande d’Europa, non è comunque l’unica struttura del genere presente in città. Ad appena un paio di chilometri di distanza si trova un’altra casa chiusa con 60 camere e pressappoco delle stesse dimensioni. I mega bordelli di questa provincia spagnola sono un successo commerciale dovuto alla vicinanza con il sudest della Francia, Paese nel quale le leggi che regolano questo tipo di prestazioni sono più drastiche. I francesi arrivano a frotte in questa località, situata a pochi minuti d’auto, dove l’alcool e la benzina costano di meno e dove sono disponibili prostitute per tutti i gusti.

Spesso il turismo sessuale muove infatti proprio da ragioni di questo tipo: in un altro Paese tutto è più economico, si è alla ricerca di un tipo specifico di donna (mora, asiatica, ecc.) o si preferisce maggiore privacy (in una città diversa da quella propria nessuno ti conosce).

Ma non si pensi che siano solo gli uomini a praticare il turismo sessuale. Ovviamente è una pratica diffusa anche tra le donne, e tante, con l’unica differenza che queste non cercano un accompagnatore all’interno dei bordelli, non ne hanno bisogno. A loro basta recarsi in discoteca, bere, ballare e giocare il ruolo della straniera desiderata dagli uomini locali, dai quali “lasciarsi conquistare”: e il sesso è assicurato! Molti uomini si prestano a questo “gioco” con le donne straniere, aspettandosi in cambio regali e il pagamento di consumazioni e spese, oppure mirano a farle innamorare per ottenere un visto di soggiorno e abbandonare il proprio Paese.

Il turismo sessuale, se coinvolge solo adulti, si svolge nella piena consapevolezza delle proprie azioni e prevede le dovute precauzioni per evitare qualsiasi tipo di contagio, non dovrebbe essere censurato. Il vero problema è che questa pratica stimola e permette la tratta di persone (donne e uomini) e gli abusi sui minori, provenienti specialmente da aree povere e da classi sociali umili, cosa condannabile sotto qualsiasi punto di vista. Il problema è serio, perché intorno a questo delitto nascono mafie potenti e pericolose, difficili da sconfiggere.

Miruton Only-apartments AuthorMiruton

Che siate alla ricerca di turismo sessuale o no, Berlino è una città che può offrirti emozioni ed esperienze di ogni tipo. Prendi in affitto uno degli appartamenti a Berlino e sfrutta appieno tutto ciò che questa città tedesca può offrirti. Ma non dimenticare: se ciò che cerchi è sesso, che sia con altri adulti e protetto!

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Feb 18

È quello che ci mancava. Infojobs, il portale delle offerte di lavoro può essere visto come uno dei tanti spropositi della nostra società così piena di contraddizioni. D’ora in poi, se vuoi cercare lavoro e far arrivare il tuo CV alle aziende che offrono lavoro attraverso questo portale, devi pagare una quota. Non sorprenderti, ma i proprietari di questo portale sono membri dell’Opus Dei, il che vuol dire che sono escluse attività sospette dal punto di vista etico-religioso. Questo è quello che penso.

infojobs

Il fatto è che lucrano approfittandosi delle necessità di migliaia di persone svantaggiate e indifese. Non c’è niente di nuovo in tutto ciò. Si trova sempre il furbo che si approfitta delle disgrazie altrui. Addirittura negli uffici dell’INEM (Ufficio del Lavoro) mi hanno consigliato di far uso del servizio in questione, indicandomi che era il modo migliore per trovare lavoro.

Cari signori detentori della ricchezza, ma ci state prendendo in giro? Non ho molte qualità, ma quanto basta per respirare, mangiare e dormire. Ma ho l’olfatto ben sviluppato e vi dico che questa storia puzza. Oggi, sapendo quello che so, non mi aspetto che siate voi a togliermi dalla miseria. No l’avete mai fatto e dubito che ciò possa succedere in futuro. Vedendo come spendete i soldi, no ci si può aspettare niente di buono. Per aumentare il vostro profitto. Il vostro proposito è vincere sempre,senza perdere mai. Volete spremerci fino all’ultima goccia e una volta completamente secchi, darci l’ultimo colpo di grazia, lasciandoci per sempre in coma.

Chi non corre, vola. Già da adesso dobbiamo pensare che siamo soli, completamente soli, che chi occupa le poltrone del potere non si preoccupa di noi, ma ovviamente solo di se stesso e della propria famiglia. La situazione è critica e non si risolverà.

Stiamo vivendo in una situazione sottilmente dittatoriale, dominata dai partiti e dalle grandi aziende e società. Dietro la cosiddetta democrazia si nasconde la più meschina e ripugnante intenzione di lasciarci ammutoliti e sordi. Esci poco, ma quando lo fai, vai direttamente ad un centro commerciale e compra. Consuma quello di cui non hai bisogno e non te lo puoi pagare e torna correndo a casa.

 

 

ManuManué Only-apartments AuthorManuManué

Queste persone non sarebbero mai capaci di consigliarvi di viaggiare e cercare degli economic appartamenti a Berlino Quello che vogliono è che ti rinchiuda in casa guardanso la tv e basta. Respira profondamente ed espulsa fortemente l’aria, ma senza gridare o fallo sott’acqua, in modo che nessuno possa sentirti. 

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Feb 14

La società ha stereotipato i calciatori come uomini duri e desiderati dalle donne, attratte dai corpi ben scolpiti e dalla loro immagine di sex symbol. Per questo motivo grandi sportivi hanno dovuto nascondere la loro omosessualità per non essere discriminati.

calcio gay

Quello che però succede nei spogliatoi, dove i corpi sudati con alte dosi di endorfina e testosterone si nascondono dagli sguardi dei tifosi, fomentano commenti picareschi.

I sospetti e reportage che hanno osato raccontare o meglio, insinuare l’esistenza di rapporti omosessuali tra i giocatori, hanno spinto il centravanti ispano-tedesco del Bayern Munich e nazionale tedesco Mario Gómez a consigliare ai calciatori omosessuali di fare outing per poter giocare “liberati.”

Le relazioni gay tra calciatori sono un segreto di Pulcinella, ma ciononostante l’omosessualità nel calcio è ancora un tabù. I milioni che i club guadagnano con i propri giocatori  e l’enorme industria che gira intorno all’abbigliamento sportivo, i pallone, i scarponcini ed altri prodotti affini, richiede mantenere lo stereotipo del maschio di successo che conquista belle donne. Gli stereotipi vendono.

Forse è proprio questa la ragione per la quale molti calciatori decidono mantenere segreto il loro orientamento sessuale e c’è solo un caso di omosessualità apertamente dichiarata, quella del giocatore tedesco Marcus Urban, che abbandonò il calcio all’inizo degli anni 90: era discriminato, nonostante il suo talento. Urban dichiarò pubblicamente di essere gay appena nel 2007 durante un’intervista nella quale si parlava del suo precoce abbandono del calcio. .

La conservatrice FIFA diretta da Joseph Blatterh ha fatto gala della sua omofobia dichiarando che i fanatici gay “dovrebbero astenersi da qualsiasi attività sessuale” nel Mondiale previsto per il 2022 in Qatar, dove l’omosessualità è illegale ed è punita con la pena di morte.

Juris Lavrikovs,  direttore di relazioni pubbliche del ramo europeo dell’Associazione Internazionale di Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali e Intersessuali lo ha accusato di violare i diritti umani, aggiungendo che “è una delusione vedere che un organismo che promuove lo sport  e che nel proprio regolamento condanna qualsiasi tipo di discriminazione, faccia commenti del genere.

La mostra L’omosessualità nel mondo del calcio sarà una magnifica opportunità per scoprire che cosa si nasconde dietro quest’industria e come ciò influisce nella libertà delle scelte sessuali dei calciatori che devono nascondere la propria omosessualità.

 

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Se ti consideri una persona aperta e senza pregiudizi riguardo alle sue scelte sessuali degli esseri umani,  visita il Museo Gay della capitale tedesca per assistere a questa mostra; per riposarti non c’è niente di meglio che appartamenti a Berlino 

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Feb 10

Si può vivere senza soldi? Una vita in cui possiamo usare il nostro tempo come più ci piaccia, facendo ciò che sappiamo e vogliamo fare, e non lavorando in attività che facciano arricchire solo agli altri attraverso la vendita del nostro tempo libero? La risposta di Heidemarie Schwermer è si, certo che è possibile, e lo dimostra il fatto che questa signora berlinese non ha ancora toccato un euro da quando è nata l’unione monetaria europea.

Heidemarie <b>Schwermer</b>

Più di sei anni fa, Heidemarie si rese conto che nella sua vita mancava qualcosa. Apparentemente non le mancava niente: aveva un lavoro molto ben retribuito e una casa di proprietà, quindici auto una dopo l’altra, conti correnti e una casa piena di cose. Si era specializzata in pedagogia, e dopo in terapia gestaltica e guadagnava molti soldi con il suo lavoro di psicologa. Ma un giorno decise di fare la scelta più radicale della sua vita e abbandonare tutto. Distribuì i soldi tra i suoi figli e chiuse i conti in banca, regalò l’auto, la casa, le cose e rimase senza niente. Heldemarie scelse di essere una senza tetto rivendicando la sua libertà e affermando che ciò che fa “ha come missione attirare l’attenzione sull’ingiustizia, è la mia vocazione. Non ho bisogno di vacanze. Questo è uno degli errori della nostra società, che separa l’ozio e il lavoro, perché la maggior parte della gente fa qualcosa che non le piace solo per guadagnare soldi e spenderli in cose di cui non ha bisogno”.

Fu così che, nel 1996, Heldemarie fondò con altri amici l’associazione Dortmunt, un centro di baratto dove si organizzano scambi di attività e competenze varie. Ognuno fa ciò che sa fare e riceve dagli altri servizi a cui possono accedere, la preparazione di un pasto, la riparazione di un auto, un taglio di capelli o lezioni per i figli. In tal modo, tutti ottengono quello che necessitano senza sforzo, e facendo ciò che loro piace. Per questo motivo Heldemarie si considera davvero felice, adesso che non possiede niente di materiale ma ha la libertà di disporre della totalità del suo tempo libero. E non è poco. Questa pratica, sottolinea la creatrice, ha l’effetto positivo di aumentare la fiducia in se stessi e l’autostima, permettendo che cada uno offra ciò che sa fare, ed evitando l’alienazione prodotta da un lavoro che non motiva né con cui non ci si identifica. E’ un sistema basato sulla fiducia reciproca e sulla solidarietà, che rompe il convenzionale “hai quello che vali”.

Il suo libro “La vita senza soldi” è stato un successo fin dalla sua pubblicazione, e l’autrice -molto coerentemente- ha distribuito i soldi guadagnati con i diritti d’autore tra e donne maltrattate, assistenti sociali e diversi collettivi di ausilio.

 

 

menschauser Only-apartments Authormenschauser

La pratica del baratto è sempre più diffusa nella capitale tedesca e, se vi intriga la possibilità di una vita alternativa, vi suggeriamo di affittare appartamenti a Berlino e iniziare a esplorare come portarla avanti seguendo l’esempio di Heidemarie.

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Sara Frau Only-apartments TranslatorTradotto da: Sara Frau

Feb 9

Cory Arcangel a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 02 9th, 2011| icon3No Comments »

Il 30 novembre il Hamburger Bahnhof, museo d’arte contemporanea di Berlino ha inaugurato “Here Comes Everybody” una mostra dedicata all’opera dell’artista newyorkese Cory Arcangel.

cory <b>arcangel</b>

Nato nel 1978, Arcangel  è stato testimone della rivoluzione digitale e della massificazione culturale, un figlio della generazione  XY che esplora i miti e le pratiche della cultura in Internet, la musica pop e la musica sperimentale, come manifestazioni e portavoci di una gioventù persa, che si dedica esclusivamente al consumo e al divertimento. Nelle sue opere manipola e modifica i programmi  informatici per  sviluppare programmi propri che utilizza per creare le sue originali opere audiovisive.

In questo modo Arcangel si appropria dei mezzi digitali  e li riutilizza per mettere in evidenza le interazioni e le relazioni di simbiosi che esistono tra la cultura popolare e la tecnologia. Uno dei suoi interventi più famosi è la manipolazione della mitica consolle Nintendo, simbolo della rivoluzione dei videogiochi e dalla generazione X. Per molti Arcangel non è altro che un impostore, per altri tuttavia è un acuto osservatore della nostra cultura contemporanea. Per questo motivo non deve sorprenderci la sua traiettoria artistica è legata a istituzioni come il  Museo Migros, il Museo Whitney, il Miami Art Musum e la Neue Nationalgalerie di Berlino.

Fino al 1° maggio di quest’anno il Hamburger Bahnhof ci presenta una delle sue opere più interessanti la produzione da titolo  “A couple thousand short Films about Glenn Gould” dell’anno 2007”,composta da più di 1100 immagini che l’artista ha scaricato da Internet e ha manipolato con un software sviluppato da lui stesso. Si tratta di un collage audiovisivo che mette in evidenza l’incredibile talento di Arcangel.

Per maggiori informazioni: http://www.hamburgerbahnhof.de

Heloise Battista Only-apartments AuthorHeloise Battista

Affitta appartamenti a Berlino e non perderti l’opera di uno dei Nerds dell’arte contemporanea.

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Sodapop Only-apartments TranslatorTradotto da: Sodapop
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Feb 7

Poche città come Berlino sono state così intimamente vincolate al cinema. Non solo a causa dei film affascinanti che la hanno come protagonista, dallo straordinario Berlin, sinfonia di una città (1927) di Walther Ruttmann – che nella scia di Dziga Vertov fa uso della musica suggestiva di Edmund Meisel e della accattivante fotografia di Karl Freund, Reimar Kuntze, Robert Baberske, e László Schäffer, per farci sentire la pulsazione e il respiro della vita quotidiana della cittá in un dia qualunque – fino alla liricità estrema della profonda ispirazione esistenziale de Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders e Peter Handke realizato 60 anni più tardi.

berlinale 2011

La cosa forse non risulta troppo strana se consideriamo cje Berlino è probabilmente la città che ha esercitato un’influenza decisiva in tutta la storia del cinema. Non per niente nei mitici studi della UFA di Berlino tra gli anni Venti e Trenta del Ventesimo secolo furono girati venti tra i film con più importanza nella grammatica dell’arte cinematografica. L’espressionismo tedesco di quell’epoca si trasformò presto in un linguaggio universale, di cui molti concetti sarebbero diventati parte costitutiva essenziale dell’educazione cinematografica di intere generazioni di cineasti. Tale influenza no fu solo frutto della visione dei film. Con l’arrivo di Hitler al potere, decine di professionisti dell’industria (registi, operatori di camera, sceneggiatori, direttori artistici, costumisti, segretari di produzione, ecc.) emigrarono a Hollywood marcando in modo determinante lo sviluppo della creatività cinematografia negli Stati Uniti, e di conseguenza in tutto il pianeta. Peter Lorre, Marlene Dietrich, Fritz Lang, Billy Wilder, Max Ophüls, William Wyler, sono solo alcuni nomi.

Sebbene tutto ciò sia già storia e faccia parte del passato (per caso esiste qualcosa di diverso dal passato?), Berlino continua a rivendicare il suo posto d’onore nel mondo della settima arte grazie alla celebrazione di uno dei più grandi e prestigiosi festival cinematografici del mondo, la famosa Berlinale (http://www.berlinale.de/en/HomePage.html), che quest’anno avrà luogo dal 10 al 20 febbraio. Della grandezza dell’evento è prova non solo l’ingente numero di partecipanti: più di 1900 professionisti dell’industria provenienti da 128 paesi, includendo circa 4000 giornalisti, ma anche la quantità di film proiettati, che si avvicina alle quattro centinaia. Si tratta soprattutto di prime visioni europee che, insieme agli altri film distribuiti nelle varie sezioni del festival – Concorso ufficiale, Panorama (film indipendenti e d’ispirazione più artistica che commerciale), Generazione (film più orientati a un pubblico giovane), Prospettiva sul cinema tedesco, Forum (film sperimentali e cinematografie poco conosciute), e Cortometraggi – offrono una variegatissima mostra di opere di tutti i generi, durate e formati.

Come se tutto ciò non bastasse, quest’anno la Berlinale programma una splendida retrospettiva dell’opera di Ingmar Bergman, il cui film Il posto delle fragole vinse qui l’Orso d’Oro nel 1958.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

La Berlinale avvolge la città con celluloide, festa e arte. Si tratta di una straordinaria occasione per affittare appartamenti a Berlino in queste date.

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Sara Frau Only-apartments TranslatorTradotto da: Sara Frau

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