Sep 30

Il Museo Dahlem di Berlino esibisce un’incalcolabile opera fotografica Kashmir in 19th Century Photography che esamina l’interesse per la cultura dell’Himalaya vista da fotografi dell’epoca vittoriana del secolo XIX. La mostra, organizzata con fotografie provenienti da due collezioni private tedesche, sarà aperta fino al 30 Novembre e conta sull’appoggio dell’Asian Art Museum.

kashmir photography berlin

Nell’esposizione ci sono fotografie di Burke e Baker, Guillermo D. Holmes, Juan Edward Sarché e Samuel Bourne che segnarono acerbamente la fotografia dell’India e lo sguardo sulla cultura locale riferita al Kashmir in questo caso.

Il Kashmir è la regione asiatica ubicata nella valle del sud della cordigliera del Himalaya, nella zona nord del subcontinente indio. Fu annesso all’India fino al 1947, quando questo si emancipò dell’Inghilterra ed il Kashmir si divise, rimanendo una parte in India ed un’altra in Pakistan.

Per la sua ubicazione geografica ha attirato i viaggiatori che conoscono l’Himalaya a cercare di salire sulle sue cime, fu anche il posto preferito dei grandi Mongoli per stabilire le loro residenze d’estate durante il secolo XVII, perché lì c’erano laghi e fiumi e la produzione agricola era la più ricca della zona. Le costruzioni fatte in legno ed i templi indù furono i materiali preferiti dei fotografi dell’epoca che vedevano in essi bellezza e semplicità che riflettevano la cultura l’India di quell’epoca.

La fotografia arrivò dall’India, in quegli anni colonizzata dai britannici, dopo l’invenzione del processo che si realizzava coi sali per l’impressione sulla carta, nel 1839. Questo facilitò i processi e permise di migliorare la fotografia, obbligando i fotografi a sperimentare con sostanze chimiche, formati e camere voluminose per migliorare i loro lavori. La fotografia dipendeva da un miscuglio di elementi che imponeva la tecnica, come conoscenza, la pratica della chimica e la tendenza estetica.

Burke e Baker, nati in Irlanda, furono i fotografi dell’epoca vittoriana che testimoniarono guerre, scoperte, notizie su eventi e la diversità umana. Non misurarono in mezzi e sopravvissero alle condizioni più avverse per trasportare le squadre pesanti e le placche di vetro sulle catene montagnose scoscese.

Le loro fotografie più interessanti sono i cataloghi che pubblicarono su Murree, un piccolo paese nel pendio dell’Himalaya. Essi si stabilirono e crearono una specie di sede lì, vicino alle frondose valli del Kashmir, e si trasformarono nei fotografi più famosi di quell’epoca e facendo del Kashmir il tema di maggiore vendita fotografica dell’epoca, per la sua natura simile all’alpigiana che era tanto attraente per i britannici quanto per i mongoli.

Questa fotografia sul Kashmir è il più splendido contributo dell’epoca a questa espressione artistica. Oggi, guardando le immagini, si può notare ancora la maestosità dell’Himalaya ed ascoltare il mormorio delle acque chiare dei ruscelli che questi fotografi captarono con tanto sforzo.

Per ulteriori informazioni: http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?objID=31832&datum=05.04.2011+00:00&lang=en

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

E’ un buon momento per godersi dei giorni di vacanza in appartamenti a Berlino e partecipare a questa grande esposizione che ci invita a conoscere il processo utilizzato per ottenere le immagini dell’Himalaya.

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Vanessa Rosselli Only-apartments TranslatorTradotto da: Vanessa Rosselli
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Sep 29

75 anni di Olympiaestadion a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 09 29th, 2011| icon31 Comment »

I grandi e ambiziosi libri di Thomas Wolfe, morto prematuramente prima di compiere 38 anni per una sorta di tubercolosi cerebrale, sono arrivati a conoscenza di un pubblico più vasto, rispetto ai circoli culturali selettivi di ricercati gusti artistici. Durante la sua vita, Wolfe  guadagnò fama e prestigio comparabili a quelle di scrittori coetanei, quali Scott Fitzgerald, Hemingway o Faulkner – che lo portarono ad essere probabilmente lo scrittore più talentuoso di quella straordinaria generazione – e sulla cui celebrità il passare del tempo non ha arrecato danni visibili, anche grazie ad un apprezzamento crescente da parte della critica specializzata che non ha ignorato l’ascendente che le sue opere hanno avuto su autori quali Kerouac, Bradbury e Philip Roth.

olympiastadion berlino

Come è messo in evidenza nel suo romanzo postumo You can’t go home again, Wolfe trascorse gran parte degli anni trenta a Berlino, città che adorava, fino all’insopportabile e crescente persecuzione del popolo ebraico da parte delle autorità naziste, che l’autore denunciò nel 1937 con una relazione I have thing to tell you, che gli valse la censura dei suoi libri in tutta la Germania, e il divieto di rientrare nel suo territorio nazionale. Morirà un anno più tardi, assediato dai ricordi del luogo dove aveva vissuto un periodo di felicità.

Uno dei passaggi più celebri di You Can´t Go Home Again, il cui titolo è diventato poi frase idiomatica nel linguaggio americano, è quello in cui descrive i Giochi Olimpici celebrati nella capitale tedesca nell’estate del 1936, immortalati dalla cineasta Leni Riefenstahl nella sua straordinaria e monumentale pellicola Olympia, In cui in più di quattro ore di durata vengono anticipate e prefigurate buona parte delle caratteristiche e delle tecniche che ritroviamo ancora oggi nelle trasmissioni televisive delle olimpiadi.

Il passaggio che richiama l’attenzione negli scritti di Wolfe si riferisce all’impressionante stadio olimpico, o Olympiastadion (http://www.olympiastadion-berlin.de/), progettato per l’occasione dall’architetto Werner March, davanti alla cui contemplazione il narratore del romanzo ha la sensazione, talmente imponente e maestoso era il dispiegamento delle bandiere e dei simboli nazisti, di trovarsi davanti ad una tenda da guerra di un grande imperatore. Wolfe percepì questo chiaramente, anche perchè per evitare il boicottaggio degli Stati Uniti e di altri paesi, le autorità naziste eliminarono i motti antisemiti dalle strade e dai mezzi di comunicazione (arrivando persino ad includere due atleti di sangue parzialmente ebreo nel team maschile tedesco), e occultarono l’esilio dalla città di tutti i gitani di Berlino, perchè quello che accadeva in quel momento e in quel luogo era molto aldilà dei semplici giochi olimpici.

Di questo fatto, dava prova la costruzione dello stadio come il colossale complesso sportivo, il Reichsportfeld o Campo da Sport del Reich, al quale si accedeva passando tra due gigantesche torri di 36 metri d’altezza, che ancora oggi sostengono gli anelli olimpici.

 

 

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Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Quest’anno si celebra il 75° anniversario di quello che fu il primo grande progetto ubanistico del Terzo Reich, per la cui realizzazione si mobilitarono tutte le risorse materiali e finanziarie dello stato. Ancora oggi, riesce a dare i brividi per la sua imponenza. Non mancare di visitarlo quando affitti uno dei appartamenti a Berlino

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Sep 27

Donne calciatrici

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 09 27th, 2011| icon31 Comment »

“Le donne che giocano a calcio sono brutte, sono dei maschiacci, sembrano uomini, sono rozze, sono grosse, hanno gambe da uomini, etc.” Quante volte abbiamo ascoltato un discorso del genere? Potrei dire così tante da esserci ormai costruiti un’immagine mentale del fisico della donna calciatrice, uno stereotipo relazionato alla presupposta omosessualità delle calciatrici che è decisamente arcaico, rozzo e senza relae fondamento…beh, esattamente come la maggior parte degli stereotipi. Quest’idea nasce dal fatto che il calcio è storicamente considerato una pratica maschile, che non ha nulla di femminile. Questo è ridicolo tanto quanto l’affermare oggigiorno che un uomo che cucina bene è gay. Per dissipare tutti i dubbi e i pregiudizi, occorre ripercorrere la storia di questo gioco.

donne calciatrici

La prima partita ufficiale di calcio femminile, come lo intendiamo oggi, si tenne a Glasgow, in Scozia, nel 1892, ma la partcipazione delle donne al gioco del calcio viene da molto prima. Nella Cina della Dinastia Han, si ha notizia della partecipazione di donne ad uno sporto che può essere considerato un’antica variante del calcio, il Tsu Chu. Oltre a questo, esistono documentazioni risalenti all’età medievale, nei quali è riportata la partecipazione di donne ad un gioco con una palla da calciare con i piedi, in Francia e Scozia principalmente. Se la nostra intenzione fosse continuare ad indagare in tal senso, potremmo scoprire che più di un apporto al calcio moderno è dovuto ad una donna.

A dispetto dell’evidenza storica, i cambi sociali condussero a vedere le donne recluse per diversi anni agli ambiti domestici, legate al mondo del focolare domestico. Fu così che il primo team di calcio femminile fu fondato da un’attivista e difensore dei diritti delle donne, nel 1894. La famosa Nettie Honeyball, con un nome “ad hoc”, fonda la prima squadra di calcio femminile, chiamato “British Ladies Football Club”. Da quell’episodio, il calcio femminile si vide legato ai movimenti femministi, che hanno caricato lo sport fin dai suoi primordi con lo stereotipo di “donna mascolina”, a causa del quale il calcio femminile ha avuto questa evoluzione nell’immaginario sociale.

Da questi fatti, fino al mondiale di calcio femminile celebrato in Germania pochi mesi orsono, è passata molta acqua sotto i ponti. La FIFA riconobbe ufficialmente il calcio femminile soltanto nel 1991, con la celebrazione del mondiale in EEUU, anche se nei vent’anni precedenti si erano celebrati due mondiali, che hanno riscosso un discreto successo. Una nota negativa viene dal boicottaggio subito dai primi  mondiali di calcio femminile, che portarono le donne a giocare su campi da rugby e altri campi non adatti al calcio. Nonostante tutto questo, le donne seppero dimostrare che erano eccellenti sportive e che il calcio non era un gioco da uomini.

Se si è arrivati a che la FIFA, dopo anni e anni, ha riconosciuto il calcio femminile come sport ufficiale, perchè lo stereotipo della donna mascolina che gioca a calcio non è stato ancora debellato? Il processo si è verificato in forma lieve solo negli ultimi tempi, ad opera delle stesse calciatrici, che si operano affinchè questa costruzione immaginaria assurda e senza fondamento sia distrutta.

Giocare a calcio non è nè maschile, nè femminile, è semplicemente uno sport in cui entrambi i sessi hanno molto da dire, nel loro rispettivo modo.

 

 

 

Luz Obscura Only-apartments AuthorLuz Obscura

Il mondiale di calcio femminile celebrato in Germania quest’anno fu un grande successo, come lo sarà il tuo viaggio nella capitale della Germania. Affitta uno dei appartamenti a Berlino e preparati per questa grande esperienza.

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Sep 26

Arthur Schopenhauer

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 09 26th, 2011| icon31 Comment »

Arthur Schopenhauer nasce nel 1788 e muore all’età di 72 anni nella sua amata Germania. Fu uno dei filosofi più significativi del XIX secolo, e la sua magnifica opera continua a vivere ancora fino ai giorni nostri, grazie a molti pensatori e scrittori che adottarono il suo modo di pensare.

arthur schopenhauer

Fare una panoramica della vita di questo personaggio storico, ci permette di capire la sua opera e assimilarla, perchè si dimostra così tragica come la realtà che molte volte neghiamo di conoscere. Durante la giovinezza si dedicò a leggere tutti i libri su cui riusciva a mettere le mani, anche non avendo mai studiato, data la sua professione di commerciante. All’età di 20 anni decise di lasciare il lavoro e iscriversi all’università. Scelse dapprima medicina, ma dopo aver frequentato diversi corsi, conobbe un professore di filosofia, Gottlob Schulze, che introdusse il giovane imprenditore nell’arte dello studio, delle lettere e del pensiero.

Da quel momento, Schopenhauer cominciò a formarsi come un filosofo, e le sue opere furono così determinanti che creò una propria corrente, il “pessimismo profondo”, che molti altri autori adottarono come forma di vita e di scrittura. Alcuni esempi sono Albert Einstein e Jorge Luis Borges.

Leggere e interpretare la sua forma di vedere il mondo, senza dubbio cambierà la tua percezione della realtà, del bene, del male e di ciò che è triste. La sua opera culminante è “Il mondo come volontà e rappresentazione”, opera tradotta in tutti gli idiomi del mondo, e analizzata in tutte le università di filosofia più prestigiose.

Quello che più colpisce di questo filosofo tedesco è come attraverso la tristezza e la desolazione, rifletta una realtà obiettiva e senza molte possibilità di migliorarla. Però, nonostante tutto, Arthur Schopenhauer non perde il suo senso dell’humor, altro punto chiave delle sue opere.

d.b Only-apartments Authord.b

Se affitti uno dei appartamenti a Berlino potrai vivere per alcuni giorni in una città tedesca, conoscere la sua gente e la sua cultura, e da questo immaginarti come poteva essere la vita di questo grande filosofo del XIX secolo, come viveva e cosa lo portò ad ideare idee così innnovative e tragiche contemporaneamente.

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Sep 21

Quella fu una notte qualsiasi, perché ogni notte può essere buona per qualsiasi cosa: per concepire un figlio, per costruire una città, per iniziare un libro e per buttare giù un muro. Muri ce ne sono –e continueranno ad esserci- di tutti i tipi: fisici, ma anche psicologici, spirituali ed emotivi. Il muro che cadde una fredda notte di novembre (in quel decennio prodigioso degli anni Ottanta pieni di estetica punk e aria di cambiamento) era uno che divideva, come tutti i muri, ma che era diventato anche un gran peso per l’umanità che reclamava a gran voce libertà. Era il Muro di Berlino.

east side gallery berlin

Gli artisti sono sempre disposti a testimoniare le vicissitudini, i problemi, i bisogni, le speranze e i desideri che occupano, coinvolgono o predispongono i propri contemporanei. Esattamente questo fu ciò che realizzarono più di 100 pittori di tutto il mondo sulla facciata Est di Berlino: lasciare plasmato lì quello che la società desiderrava in quella fredda notte d’autunno. A questo fine utilizzarono la tecnica più adeguata per un’espressione che allora era considerata mero sfogo di strada: i graffiti. In quelle tele sul Muro della Vergogna, ogni artista, con il suo stile particolare, realizzò il proprio canto personale alla libertà, distruggendo le barriere che limitano l’espansione spirituale.

Per logiche ragioni urbanistiche, politiche, economiche e morali, il Muro di Berlino fu praticamente smantellato, ma rimase come ricordo di quella barbarie in alcuni punti della città ferita. Il pezzo più lungo che resta in piedi, con i dipinti, si trova in via Mühlenstraße, a fianco al fiume che taglia Berlino, la Spree. I suoi oltre 1300 metri di lunghezza sono internazionalmente conosciuti come East Side Gallery, lo spazio comunitario dove hanno lasciato la propria opera più di 103 artisti di più di 20 Paesi.

Disgraziatamente la mano dell’uomo (il vandalo disposto a fare qualsiasi sciocchezza con uno spray), le inclemenze del tempo, l’incuria ecc. danneggiarono a tal punto la East Side Gallery che si temeva un nuovo crollo, questa volta della fratellanza dell’arte. Un’associazione promossa dagli artisti stessi riuscì, in extremis, a salvare questo testimone della storia contemporanea. Il muro venne aggiustato e fu chiesto ai creatori che realizzassero le opere di nuovo. Alcune di esse formavano già parte dell’iconografia attuale, come quella dell’artista russo Dmitri Vrubel intitolata Mein Gott hilf mir, diese tödliche Liebe zu überleben, che tradotto in italiano sarebbe Dio mio, aiutami a sopravvivere a questo amore mortale, conosciuta anche come Bacio tra fratelli, o quella dell’artista tedesca Birgit Kinder conosciuta come Trabi (un auto che rompe il muro).

East Side Gallery si trova in un luogo strano di Berlino, a fianco ai binari del treno, ma proprio per questo vale la pena andarla a vedere, passeggiare al suo lato e contemplare i suoi dipinti, perché questa è l’arte: apparentemente senza importanza, ma fondamentale per l’esistenza.

 

Candela Vizcaíno Only-apartments AuthorCandela Vizcaíno

Gli appartamenti a Berlino di fronte all’East Side Gallery godono di viste magnifiche di quella che viene considerata la maggiore esposizione a cielo aperto del mondo.

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Sep 20

Il Museo d’Arte Contemporanea Hamburger Bahnhof di Berlino esibisce fino al 25 Settembre “Secret Universe”, esposizione dedicata al lavoro di Horst Ademeit che si ritrova nello scopo del museo di realizzare una serie di esposizioni dedicate ad artisti che l’establishment dell’arte ha lasciato fuori dai musei.

horst ademeit berlin

Horst Ademeit nacque nel 1937 e da 20 anni lavora in modo indipendente, al di fuori da tutti i circuiti dell’arte e della fotografia, in un’interessante proposta di raccogliere l’evidenza e documentando quello che ha chiamato raggi freddi, attraverso la fotografia.

Ademeit cerca questa immagine fantascientifica in tutti gli spazi che fotografa con la sua Polaroid. È una ricerca paranoica dei raggi che continuano ad invadere tutto e penetrano attraverso gli spazi quotidiani. La sua macchina fotografica cattura l’edificio, il quartiere, il paesaggio, i rifiuti e gli artefatti.

Questa proposta che ci parla delle paranoie del terrore che c’inoculano dal potere, dove tutto quello che vediamo e leggiamo ci sembra vedere il viso e la voce del potere. Lo scrittore Loers Veit interpreta il lavoro di Ademeit come la presenza del sistema vivo. Dove la vita è Ademeit che si intesse in una rete di terrore.

È quello che, giorno per giorno, vive qualunque cittadino nel sistema neoliberale, dove la vita quotidiana è immersa nella paura collettiva:  paura della disoccupazione, del non avere salute, delle autorità pubbliche, etc. Quelle paure che si vivono giornalmente, Ademeit le visse in maniera personale essendo coinvolto in processi legali che lo portarono a vivere in un ambiente opprimente che lo ritrae nella sua ricerca estetica complessa, controverso sull’esistenza in una società provvista di meccanismi che portano l’individuo nel terrore.

L’anno 2004 aveva prodotto varie migliaia di fotografie Polaroid. Oltre a questi documenti fotografici e scritti, vi sono circa 3.000 piccole sfere tornite da diversi tipi di legno che vennero inseriti in diverse parti del suo corpo. Il processo d’investigazione ed elaborazione della sua opera Raggio Freddo segnò il 2007, riuscendo a riunire varie migliaia di fotografie Polaroid, fotografie digitali e più di un centinaio di testi che completano l’architettura del suo lavoro.

Ademeit fu alunno e discepolo dell’artista concettuale tedesco Joseph Beuys, che emerse negli anni ’60 con le sue interessanti teorie su arte e società. Fu celebre per la sua teoria della scultura sociale che mira sui grandi problemi della società in una cornice politica, e a partire da essi, costruisce le sue opere effimere che immortala con delle fotografie.

Queste interessanti teorie furono fondamentali nello sviluppo dell’opera di Ademeit, il quale sviluppa la sua opera intorno alle grandi fatiche dalla società moderna e post-moderna. Ademeit morì nel 2010.

Per ulteriori informazioni: http://www.hamburgerbahnhof.de/exhibition.php?id=32228&lang=es

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

L’ Hamburger Bahnhof è il museo d’arte contemporanea che occupa un’antica stazione di treni disegnata da Friedrich Neuhaus e si trova nel pieno centro di Berlino. Se alloggi in appartamenti a Berlino puoi avviarti e goderti questo meraviglioso luogo, le sue esposizioni e collezioni d’arte contemporanea.

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Vanessa Rosselli Only-apartments TranslatorTradotto da: Vanessa Rosselli
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Sep 19

In linea di massima dimentichiamo facilmente i cambi di immagine e le motivazioni che stanno alla loro base. Ce ne ricordiamo magari guardando una foto che ci mostra il passare del tempo riflesso attraverso cambiamenti estetici, sottolineando come ogni momento della storia possiede una sua peculiare forma di esprimere bellezza e benessere. Proprio su queste riflessioni si basa la mostra Vision & Fashion. Images of Fashion 1980-2010, visitabile fino al 9 ottobre presso la Sonderausstellungshallen Kulturforum.ç

visions <b>fashion</b> berlin

Mostrare come si è evoluta l’immagine tra la fine del secolo XX e gli anni ormai trascorsi del secolo XXI è uno dei propositi di questa mostra, la quale si realizza grazie ai lavori di 200 fotografi, illustratori e artisti indipendenti, nonché grazie a documenti provenienti da importanti aziende stilistiche come Benetton, Missoni, Des Garçons o Comme. A queste si aggiungono immagini della stampa o apparse in TV o su riviste come Visionaire, Achtung o lokbooks.

Quante volte guardandoci in una fotografia risalente agli anni ’80 abbiamo la sensazione di apparire più vecchi, meno naturali. E in effetti è così. Il settore della moda ha sempre rispecchiato l’espressione politica del tempo. È così che gli anni ’80 coincidono con la svolta del conservatorismo e l’inizio delle politiche no liberali di Reagan e Thatcher, svolte politiche che si traducono in una tendenza conservatrice della moda e del disegno.

Dopo i sogni rivoluzionari degli anni ’60 e ’70, la cui vita comunitaria ispirò libertà nel vestire e nell’elaborazione dei modelli, gli anni ’80 e ’90 ripropongono il culto dell’apparenza e del corpo. Uomini e donne cercano affannosamente il corpo perfetto per indossare i loro jeans Calvin Klein, esplodono i fenomeni dell’anoressia e della bulimia nei Paesi ricchi, mentre quelli poveri patiscono grandi carestie, dovute alle guerre e alla desertificazione del pianeta.

Questa immagine dantesca fu utilizzata da Benetton per vendere un nuovo concetto di moda, disegno ed estetica che prendeva a modello le diversità, la tolleranza e la protezione dell’infanzia, principi ispiratori della nuova epoca che presentava il necessario compito di proteggere il pianeta e i diritti umani.

In questi anni fa inoltre la sua comparsa la moda che rispecchia l’estetica del brutto, nata in Giappone come mezzo di espressione e rappresentazione di un’epoca che si concentra sull’esaltazione dell’estetica conservatrice e su un concetto di bellezza imposto dal mercato, non in grado di considerare la creazione artistica. Rappresentanti di questa corrente alternativa sono Rei Kawakubo, con la marca Comme Des Garçons, e Yohji Yamamoto, dove il nero, la decostruzione dell’abbigliamento e le forme esagerate diventano i segnali di identità di un’epoca che riprende la critica profondo a un metodo di produzione e distruzione del pianeta.

Tra i 200 lavori originali di fotografi internazionali, illustratori e artisti indipendenti figurano lavori di Tony Viramontes, illustratore di moda e fotografo attivo negli anni ’80, fino al momento della sua morte prematura nel 1988. Il suo stile si caratterizza per una particolare espressività e per il colorito disegno a mano ricco di sfumature, che crea un forte contrasto con la sua fotografia. Sono inoltre presenti nomi come Michel Comte, Eric Traoré, Lorenzo Mattotti, François Berthoud.

Per ulteriori informazioni http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?objID=32942&datum=30.06.2011+00:00

 

 

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Una mostra da non perdere per coloro i quali alloggiano in uno degli appartamenti a Berlino e che sono interessati a un quadro relativo alla moda e al disegno nell’epoca contemporanea.

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Sep 15

Dora Maar (1907-1997) era una di quelle donne delizia degli uomini del gruppo dei surrealisti. Fu Paul Eluard che la presentò a Picasso (grazie al quale divenne famosa a livello mondiale, non ad esempio per le foto stupende che documentano il processo creativo da cui nacque Guernica, ma per essere stata amante e modella del pittore di Malaga , e per essere rimasta distrutta dal suo abbandono, secondo la versione canonica) un giorno d’inverno del fatidico 1936 nella terrazza del mitico Café les Deux Magots a Saint-Germain-de-Prés, con la Maar che aveva i guanti inzuppati di sangue per aver giocato sullo stesso tavolo in cui si erano incontrati Verlaine e Rimbaud ma in un altro mondo, uno dei suoi giochi di mutilazione preferiti.

museo <b>berggruen</b> berlino

Dora Maar offriva tutto ciò che gli uomini surrealisti volevano dalla donna dei loro sogni, era una proiezione dei loro desideri, cioè una maga, un essere erotico, una veggente, una musa ispiratrice, una mistica, qualcuno in comunicazione con le misteriose potenze della vita che essi invocavano, con l’inconscio e con gli abissi onirici, la follia e la morte. Dora possedeva tutto questo, e sembra che questo abbia contato molto più che le sue doti di pittrice, scrittrice e fotografa, come accadde alle altre artiste che intrattennero relazioni con il gruppo

Come è stato segnalato opprtunamente, nelle riunioni surrealiste, come nel resto della storia della cultura, creata e convenientemente raccontata dagli uomini, le sedie occupate dalle donne tendevano a restare vuote, e se venivano occupate era per ascoltare in silenzio e reverenza i discorsi maschili. Naturalmente non mancavano le buone intenzioni e i discorsi altisonanti sulla bontà dei valori femminili così come venivano immaginati, e perfino sulla loro predominanza in un futuro non lontano, atteso con ansia e impazienza. Ma al momento dei fatti nei sogni di Breton, nei quadri generazionali di Ernst o nell’immagine della ragazza che gioca a scacchi nuda con Duchamp, i surrealisti generalmente furono incapaci di dare vita pratica ai principi d’uguaglianza tra i sessi.

Uno dei temi ricorrenti quando si parla di Dora Maar è il suo carattere magnetico, materializzato in un volto distante, imperturbabile, situato all’altro lato delle cose, e fenomeni come il suo gusto per mascherarsi con vestiti di epoche passate, il fatto che nelle quasi mille foto che esistono di lei sorrida solo in un paio, e la strana morte di sua madre Julie mentre parlava con lei al telefono. Quest’aria di singolare distanza venne catturata in modo memorabile nella straordinaria serie di ritratti che Picasso le fece. Uno dei più belli, ricco di sottili richiami velazquiani e archimboldiani che fanno pensare a metamorfosi e a mondi oltre gli specchi, può essere ammirato nel notevole Museo Berggruen di Berlino. (http://www.smb.museum/smb/sammlungen/details.php?objID=22&lang=en), insieme ad importanti opere di Cezanne, Van Gogh, Bracque, Klee, Matisse, Giacometti ed altri artisti di rilivo delle avanguardie storiche.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Fu dipinto nel 1939 e di intitola Il maglione giallo. Solo questo sarebbe sufficiente per giustificare l’affitto di appartamenti a Berlino ma non tralasciare di visitare anche il resto di questo affascinante museo quando deciderai di partire.

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Sep 14

Dark Dance Treffen 2011 a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 09 14th, 2011| icon32 Comments »

Più che un festival il Dark Dance Treffen è una festa, un invito a ballare dalle 19h alle 7h del mattino dopo, con 6 gruppi dal vivo e 5 piste destinate all’elettronica tedesca più dark.

dark <b>dance</b> <b>treffen</b> berlin

Il festival viene realizzato ormai da molti anni, tanti quanti ne ha il movimento dark in Germania. Iniziò come una ¨reunione¨, come dice il nome, degli amanti dell’EBM ed in generale delle sonorità più oscure dell’elettronica, dando spazio ai Dj del genere e a band emergenti nazionali. Con il passare degli anni l’evento prese forma ampliando lo spazio e il programma, che cominciò ad includere anche gruppi stranieri, ed oggi si inserisce nell’enorme offerta di festival gotici e dark tedeschi, che anno dopo anno si afferma davanti alla gran folla di fedeli e devoti adepti del gotico, dark e tutti i generi di musica di questo tipo.

La 39ª edizione del festival prevede l’esibizione di Diary of Dreams in testa, seguiti da End of Green, Funkervogt, Eisenfunk, 100 Blumen e Le Moderniste. Oltre ai gruppi saranno presenti i 10 migliori Dj tedeschi distribuiti nelle cinque piste della discoteca, che ha anche uno spazio all’aria aperta. Come la tradizione tedesca comanda! Vi saranno anche spazi per la ristorazione e, bar, negozi di abbigliamento e merchandising vari.

Il festival aprirà le sue porte alle 19h del 17 settembre, il prezzo del biglietto sarà di 24 euro, invariabile. Ricorda che se lo compri online ti verranno addebitati 3 euro per ogni biglietto.

Quindi vai a preparare il corset, le piattaforme, le extension dei capelli, le ciglia finte, gli stivali militari, il trucco e tutto ciò che si necessita per lanciarsi nel piacere del ballo al Dark Dance Treffen.

Per maggiori informazioni visita: http://www.dark-dance.de/

 

Luz Obscura Only-apartments AuthorLuz Obscura

Germania, terra di festival che riuniscono le creature più strane e belle del mondo, festival di cui fa parte il Dark Dance Treffen. Non perdertelo se stai pensando di andare in Germania, quindi questo settembre affitta appartamenti a Berlino

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Sep 13

Il Bode Museum a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 09 13th, 2011| icon31 Comment »

Attualmente il museo è situato nel cuore di Berlino e il suo edificio maestosamente barocco evidenzia il suo valore culturale e storico che possiede al suo interno. Per dare un effetto ottico come se l’edificio si innalzasse dall’acqua,gli architetti raggrupparono questo edificio a tre alee con delle piccole stradine interne che presentano il suo nuovo e magnificente aspetto.

bode <b>museum</b> berlino

Durante la seconda guerra mondiale, venne danneggiato l’edificio che Ernst von Ihne disegnò tra il 1987 e il 1904 in stile neobarocco. Il 19 ottobre del 2006 il museo venne riaperto in grande stile con tre collezioni internazionali nella sua architettura unica: la collezione della Scultura, il Museo d’Arte Bizantina e una Collezione Numismatica. Il museo ora include anche collezioni d’arte Bizantina e Paleocristiana. La costruzione idiosincratica del museo dalla stupenda combinazione architettonica gli conferisce l’aspetto di un Palazzo.

Una collezione di camini, soffitte di legno e telai di porte provenienti da diverse ere dall’Italia, sono state integrate nell’architettura dell’edificio. Dalla seconda guerra mondiale, il Bode Museum offre una passeggiata storica attraverso la cultura tedesca e il passato di questa bellissima  nazione e mostra anceh le situazioni difficili in cui è versato il paese. Una collezione di 750000 medaglie, banconote, monete e altri oggetti utilizzati come fosse denaro sono esposti qui in collezione permanente.

Da non perdere è anche la collezione di icone del periodo che va dal XIV al XIX secolo. Numerose sono le sculture italiane del periodo rinascimentale ,ammirate insieme alle 1,700 opere d’arte romana, bizantina,coptica,gotica,rinascimentale e barocca.

L’esibizione intereattiva sull’arte dei mosaici introdice i visitatori giovani alla produzione di mosaici. La mostra è completamente sviluppata con giochi e tavole di lavoro per mosaici in cui colori e forme si uniscono insieme dando ai bambini un’atmosfera amichevole nel museo.

Il museo ospita anche eventi come ricevimenti, concerti e feste esclusive con cene. Questo museo merita essere visitato per la sua gloriosa bellezza e storia.

Il Bode Museum

On Kupfergraben 1
10178 Berlin.

Servizio telefonico: +49 (0) 30 – 20 90 55 77.

Orari d’apertura:
Il Bode Museum apre ogni giorno dalle 10 alle 22, mentre il giovedì dalle 10 alle 18. La Galleria Nazionale invece è chiusa di lunedì.

Ingresso:
Bode Museum

Prezzo normale: 8 €

Prezzo ridotto: 4 €

Isola dei Musei

prezzo normale: € 12

Prezzo ridotto: € 6

La riduzione si riferisce a studenti,disoccupati e persone disabili che devono presentare un certificato valido.

John Only-apartments AuthorJohn

Il bode museum è un simbolo vivo della grande storia di Berlino.Affitta appartamenti a Berlino e scopri la sua storia in questo museo.

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