Oct 31

Festival di jazz di Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Uncategorized | icon4 10 31st, 2011| icon31 Comment »

Non sappiamo se svegliandosi al mattino il prestigioso trombonista svedese Nils Landgren sentì qualcosa di particolare, e se ebbe la sensazione di aver perso qualcosa d’ineffabile durante le ore precedenti di sonno, quel giorno in cui conobbe Bengt-Annr Walling ed Eje Thelin. Qualcosa ci fa credere che nei giorni in cui la nostra vita cambia direzione si verifichino molteplici segni premonitori che annunciano il cambiamento, vari segnali nell’aria che in qualche modo percepiamo ma che non sappiamo interpretare.

festival <b>jazz</b> berlino

Ma forse siamo noi stessi a creare a posteriori questi avvertimenti di un’imminente avventura, godendo del vantaggio retrospettivo che regalano i fatti già consumati, che, una volta modellati convenientemente nella nostra immaginazione, non possono essere più ricordati diversamente –anche se si può dire che ogni volta che ricordiamo qualcosa lo facciamo in una forma nuova-.

In ogni modo, ciò che è sicuro, ciò che dicono le enciclopedie, è che, come se si trattasse di personaggi di un’antica saga nordica, l’incontro tra questi due mitici pionieri trasversali del jazz svedese fece sì che Landgren abbandonasse la direzione musicale segnata dalla sua formazione classica nei Conservatori di Karlstad e Arvika, e si avventurasse nel cammino incerto e capriccioso dell’improvvisazione, disegnando in questa deriva le forme di un mondo che per la prima volta poteva dire suo.

Al suo lungo cammino come solista e pagatissimo musicista, Landgren somma già da tempo la direzione artisitica del magnifico Festival di Jazz di Berlín, uno dei più importanti d’Europa, che quest’anno abbandona, ragione per la quale il programma di questa edizione http://www.berlinerfestspiele.de/en/aktuell/festivals/07_jazzfest/jazz_start.php che prevede l’esibizione di più di duecento musicisti ripartiti in trentadue formazioni e ventiquattro concerti differenti, risulta particolarmente speciale ed emotiva.

Da oltre quarant’anni la capitale tedesca si veste di jazz per accogliere l’onda malinconica del mese di Novembre, incrementata quest’anno dal sentimento d’addio a questo instancabile musicista che ha regalato al festival così tante sessioni gloriose.

Non sarà Landgren, tuttavia, l’unico omaggiato, visto che il programma prevede anche un tributo all’indimenticabile musica del compositore italiano specializzato in colonne sonore Nino Rota, in occasione del primo centenario della sua nascita.

E per aggiungere un pizzico in più di malinconia, ecco il jazz polacco, la cui sorprendentemente ricca e multicolore gamma musicale vuole essere conosciuta come merita, ergendosi in questa edizione ad autentico cuore dell’evento, non solo grazie alle esibizioni di musicisti come Tomasz Stańko, Leszek Możdżer, Adam Pierończyk, e gli Oleś Brothers, ma anche, in modo tutto speciale, grazie alla mostra Adiacenti: Polonia-Germania. 1000 anni d’arte e storia nel Martin-Gropius-Bau.

Charles Lloyd, Ida Sand, Lizz Wright, Gregory Porter, il Quintetto Swallow di Carla Bey e gli Blue Touch Paper di Collin Tomis sono solo alcuni dei nomi che compongono il resto del programma, ripartito come semopre tra palcoscenisci emblematici come quello dell’Haus der Berliner Festspiele, A-Trane, Quasimodo, Georg-Neumann-Saal  e l’Hotel Savoy.

 

 

 

 

 

 

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Un programma in definitiva ampio e vario, che illustra alla perfezione l’incredibile ricchezza della musica jazz. Lasciati sedurre da lei e dalle sue cadenze autunnali se affitti appartamenti a Berlino durante il festival.

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