Nov 30

Tomás Saraceno a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 30th, 2011| icon3No Comments »

Fino al 15 gennaio il Museo d’Arte Contemporanea dell’Hamburger Bahnhof di Berlino presenta Cloud Cities, dell’artista argentino stabilitosi a Franfurt, Tomás Saraceno. La mostra, commissionata da Britta Schimtz con l’appoggio di Katharina Schlüter, è prodotta dalla National Galerie di Freunde, ed è patrocinata da Dornbracht Installation 2011, oltre ad aver ricevuto donazioni dalla collezione National Gallery di Londra.

tomas <b>saraceno</b> berlin

L’opera di Saraceno è una spettacolare installazione aerea, dove migliaia di bolle trasparenti galleggiano al soffiare della brezza. Un’allucinante architettura mobile, un gioco onirico con le forme e le strutture, che dona l’illusione di osservare un’opera al contrario. Saraceno crea il miraggio di giardini aerei, uomini che galleggiano su bolle incontaminate e oggetti colorati sospesi.

L’installazione Città delle Nubi esprime il sogno umano di essere sospeso in aria, di galleggiare soavemente, e di avere una visione del mondo non ostruita dai limiti materiali. Sono 24 in tutto le opere futuristiche, che riunite insieme sono una città aerea che si trasforma in un’unica installazione.

Tomás Saraceno nacque a Tucuman, Argentia, nel 1973. E’ architetto all’Università di Buenos Aires, e artista per svago. Il sogno di installare una nube collettiva nella rete, prendendo spunto dai nuovi paradigmi che muovono l’umanità attraverso i social network, p uno dei suoi progetti più ambiziosi, che va molto aldilà della sua creazione, facendo di queste grandi sfere galleggianti un riferimento a quella che è la nostra società odierna.

Anche se nega il suo ruolo di architetto, il suo lavoro denota un’architettura differente, ludica, sognante, dove la scienza, la geometria e anche la fisica giocano un preciso ruolo nella sua creazione. E’ difficile inquadrarlo, forse bisogna soltanto osservarlo ed ammirare le sue costruzioni trasparenti e galleggianti, per avere il gusto di apprezzare la creazione e la bellezza.

In esse è racchiuso un solo concetto: la libertà, quel sogno umano che ha mosso migliaia di uomini, che richiede mille sforzi per raggiungerla e che è sempre schiva, sfuggente. L’autore crede che il vero posto dell’artista è la natura, e proprio per questo costruisce tele di ragno, giardini fluttuanti e musei galleggianti con oggetti e cose che rappresentano tutto il mondo, e che lo racchiudono tutto nelle sfere.

Saraceno è uno scultore cinetico e illuminato, ed è uno dei fondatori del movimento Madì. Spiega le sue opere, affermando sempre che non sono un tentativo di vincere le leggi della natura, come la forza di gravità, ma di creare un energia di sostentamento che si basa sulla scienza, e per raggiungere questo traguardo ha lavorato con alcuni scienziati della NASA, che lo aiutano a superare i suoi limiti, esattamente come ha fatto un altro artista, l’ungaro-argentino Kosice, precursore dell’arte cinetica, in un manifesto di inizi anni 70.

L’opera di Saraceno non è soltanto bella a vedersi, ma ci mostra una dimensione dell’arte cinetica che collega i sogni alla scienza.

Per maggiori informazioni: http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?objID=29989

 

 

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Una grande opportunità per godere dei giorni autunnali è affittare uno degli appartamenti a Berlino ed ammirare questa straordinaria esposizione ad Hamburger Bahnhof, un’antica stazione ridestinata a Museo.

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Nov 29

Il Museo Galleria Nazionale di Berlino esibirà fino all’8 gennaio la mostra Collezione del Banchiere J.H. Wagener, in occasione del 150 anniversario della consegna della collezione, che diede origine al Museo stesso e alla collezione d’arte più ricca del XIX secolo.

banker <b>wagener</b> berlin

Il lungo processo di costruzione del Museo Galleria Nazionale di Berlino ebbe origine dalle grandi discussioni portate avanti da settori che credevano che una grande città che si rispetti debba avere un museo per salvaguardare ed esibire i dipinti del proprio secolo e dei secoli precedenti. Sotto quest’influsso, nel 1861 venne creata una galleria d’arte che non aveva caratteristiche da museo, ma che ha dato l’impulso iniziale per la sua creazione futura.

Fu la generosità e la visione futuristica del banchiere berlinese Joachim Heinrich Wagener, che aveva accumulato ricchezze ed opere d’arte per un periodo di quarant’anni, che diedero la spinta per la creazione del museo. Egli donò la sua collezione di dipinti del XIX secolo, con la promessa che venisse costruito un museo per preservarle per le generazioni future.

Il Re di Prussia, davanti a questa proposta e a tanta generosità, si vide costretto ad accettare la donazione di 262 nel marzo del 1861, e ordinare la costruzione del Palazzo che corrisponde al Museo Galleria Nazionale di Berlino, terminato 15 anni più tardi, precisamente nell’anno 1876. La prima esposizione con questa collezione di dipinti si chiamò “Wagener e la Galleria Nazionale”.

L’attuale mostra rappresenta un’apertura al dialogo sul ruolo che hanno avuto i musei e le collezioni durante la storia, partendo dal presupposto che la generosa donazione di Wagener aveva lo scopo di lasciare la sua collezione alle generazioni future, che avrebbero apprezzato il valore contenuto in quelle opere. Un patrimonio che oggi si apre per essere esibito a tutti.

La mostra riunisce 140 opere, tutti dipinti che riflettono la vita e le vicissitudini del XIX secolo, e che propongono una visione degli artisti sulla loro epoca in Europa e Germania. A partire dal 1815, la sua collezione prende forma nel romanticismo, con dipinti su paesaggi e l’architettura, con un forte senso realista.

Per l’occasione è stato ristampato il catalogo originale del 1861, con una ricca illustrazione e un commentario che danno un’immagine del pensiero sull’arte in quel secolo. Anche l’archivio centrale contiene un altro archivio con la collezione dei testi degli artisti che dono Wagener, affinchè fossero mostrati. In questa occasione, il Museo ha organizzato una piccola esposizione con una selezione degli stessi.

Questa eccezionale mostra che contiene le opere di grandi artisti tedeschi, come Peter von Cornelius, Friedrich Overbeck o Philipp Schadow, è un successo di quell’alleanza pubblica e privata che sostiene il compito museistico della Galleria Nazionale di Berlino.

Per maggiori informazioni: http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?objID=29805&datum=23.03.2011+00:00

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Allontanati dall’affaticamento che produce l’arrivare a fine anno e da tutto quello che comporta. Risiedi in uno degli appartamenti a Berlino godi di una città in cui ogni strada porta scritta la storia d’Europa e compra qualcosa da regalare durante le prossime feste.

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Nov 28

The Kills arrivano a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 28th, 2011| icon31 Comment »

Alison “VV” Mosshart e Jamie “Hotel” Hince sono conosciuti nel mondo della musica già da molto tempo. Entrambi hanno fatto parte di band o hanno prodotto musica prima di unirsi per un nuovo progetto musicale, The Kills, che in poco tempo è diventato una delle band con la proposta più alternativa di musica moderna. The Kills, nati nel 2000, sono riusciti, dopo 4 album, a guadagnarsi non solo l’apprezzamento della critica, ma anche di migliaia di fan che riempiono gli stadi a ogni concerto.

the <b>kills</b> berlino

I primi tre album del gruppo sono Keep On Your Mean Side, No Wow y Midnight Boom. Ad aprile di quest’anno hanno lanciato l’ultima produzione, Blood Pressures.

Una delle caratteristiche più interessanti de The Kills è la diversità dei due componenti del gruppo: uno inglese e l’altro statunitense. Mosshart, prima di entrare in questo progetto, era il leader di una band punk in Florida, i Discount, mentre Hince suonava nei Fiji, negli Scarf e nei Bluth Power.

Si incontrarono in un hotel in un momento di difficoltà per i due: le rispettive band si erano separate ed erano rimasti entrambi senza un progetto. Fu così che nacquero The Kills. I due cominciarono una fitta corrispondenza di testi per le canzoni via e-mail.

Dopo aver provato insieme per un certo periodo e aver fatto alcuni piccoli concerti dal vivo, decisero di registrare il loro primo lavoro, in sole due settimane. Il resto è storia e oggi giorno questo famoso duo è uno dei più importanti all’interno della musica alternativa in tutto il mondo.

Per maggiori informazioni: http://www.c-halle.com/events/date/2011-11-30/The%20Kills

C-Halle: Columbiadamm 13-21, 10965 Berlino, Germania



 

 

 

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Se vuoi divertirti al ritmo della potenza di Mosshart e al calore della chitarra di Hince puoi affittare uno degli appartamenti a Berlino e presenziare al concerto del 30 novembre al C-Halle.

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Nov 25

Due luoghi che rappresentano una delle storie più tristi dell’umanità e che oggi hanno un ruolo importante in una società che ha saputo guardare in faccia i propri errori, crescendo e trasformandosi in un paese cosmopolita, aperto e culturalmente ricco. Parlo di Sachsenhausen, un ex campo di concentramento tedesco, e del Museo della Stasi di Berlino.

sachsenhausen museo stasi berlin

Il primo di questi musei fu un campo di concentramento a partire dal 1936. Inizialmente Sachsenhausen fu un campo per prigionieri politici e oppositori del regime nazista, tra loro vi erano distinzioni che si facevano evidenti nelle divise. I giudei erano considerati i  più pericolosi, quindi vi erano diversi livelli a seconda delle nazionalità, gruppi sociali d’appartenenza e credenze, come ad esempio i gitani, gli omosessuali, i neri e i testimoni di Geova. Il campo giunse ad ospitare più di 140 mila prigionieri di cui più di 30 mila furono assassinati.

Tra i prigionieri vi erano molte donne e bambini  sui quali vennero fatti tremendi eseprimenti medici. Un altro fatto per cui è ricordato questo campo di concentramento, che si trova a soli 30 km da Berlino, a Oranienburg, fu la falsificazione di denaro da parte di un gruppo di prigionieri giudei che furono selezionati per quest’incarico, fatto oggi famoso grazie al film “I Falsari”. Questo campo rimase in funzione fino al 2 maggio del 1945 , quando le truppe sovietiche lo liberarono. L’ora esatta della liberazione è oggi inidcata  ll’entrata del campo, che negli ultimi anni venne usato come campo di sterminio per mezzo di camere a gas.

Oggi Sachsenhausen è un museo a cielo aperto che mantiene in piedi molti dei suoi vecchio edifici del terrore affinché li possano conoscere tutte le persone interessate. Non è un luogo piacevole da visitare, quest’è chiaro, ma ci mette di fronte ad uno degli episodi più cruenti della storia dell’umanità in modo chiaro e diretto. Dentro al suo recinto vi sono le ricostruzioni dei padiglioni in cui sopravvivevano i prigionieri, un museo con fotografie dell’epoca, vestiti, armi, etc. Vi sono ancora i camini delle camere a gas ed i padiglioni in cui avvenivano gli esperimenti medici. Le visite guidate al Museo Sachsenhausen sono in quasi tutte le lingue e partono dalla porta di Brandeburgo alle 11 del mattino due volte la settimana

Il museo della Stasi si trova invece nei quartieri generali della ex RDA. E’ un museo che colpisce innanzitutto perchè mantiene intatti molti degli uffici degli alti comandanti del ministero e anche perchè conserva una grande quantità di oggetti, fotografie e documenti dello  spionaggio realizzato sulla vita politica dei cittadini di Berlino Est allo scopo di individuare e sopprimere comportamenti  sovversivi ed anticomunisti. Il museo oggi è senza dubbio uno dei più interessanti di Berlino. Fu aperto nel 1990 al fine di mantenere viva la memoria storica sociale.

Due musei più che raccomandati per la tua prossima vista a Berlino.

Per maggiori informazioni:
http://www.stiftung-bg.de/gums/en/index.htm
http://www.stasimuseum.de/

 

Luz Obscura Only-apartments AuthorLuz Obscura

Per conoscere una società è importante comprendere la sua storia, per questo esistono luoghi come Sachsenhausen ed il Museo della Stasi. Affitta appartamenti a Berlino e vista questi due impressionanti musei.

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Nov 24

Il Museo Kennedy a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 24th, 2011| icon31 Comment »

La figura di John Fritzgerald Kennedy (1917-1963) resterà per sempre avvolta da un alone di mistero. Non solo in virtù del suo enigmatico assassinio, su cui si continuano a elaborare teorie cospirative di ogni genere che hanno riempito pagine e pagine di libri, ma anche per gli anni antecedenti alla sua nascita, avvolti da polemiche sui supposti legami della famiglia con la mafia irlandese e le modalità poco chiare con cui suo padre accumulò un’ingente fortuna in borsa, speculando  e approfittando della situazione senza controllo che aveva generato il crack finanziario del 1929.

museo <b>kennedy</b> a Berlino

L’indiscutibile fascino e charme della figura di Kennedy e le sue evidenti doti da oratore, unite al brio della sua gioventù, inusuale nella vita politica agli alti vertici di quella epoca, contribuirono a riporre nella sua figura le migliori speranze del sogno americano, deciso a non tornare indietro, all’incubo passato degli anni della guerra e del rigore ideologico negli anni del maccartismo, nell’immediato dopo guerra.

 

Nonostante in comparazione con l’estremo conservatorismo dominante in gran parte degli Stati Uniti Kennedy sia passato alla storia come una delle figure più progressiste, la sua gestione politica non è certo priva di alcune ombre. Pensiamo ad esempio alle posizioni ambigue, giustificate la maggior parte delle volte alludendo a considerazioni strategiche, riguardo la lotta per i diritti civili che si stava portando a termine in tutti gli Stati Uniti o  all’assunzione di toni apocalittici della guerra fredda fabbricati negli Stati Uniti e l’idea dell’assoluta necessità di un’egemonia statunitense per la salvezza nel mondo, convertendo la logica preoccupazione di difendersi da un possibile attacco sovietico della maggior parte dei paesi del blocco occidentale, in un autentica ideologia delle crociate, dominante nella relpolitik di confronto delle potenze internazionali il cui obiettivo finale era l’annientamento del comunismo, nonostante il fatto che la posizione sovietica dopo la guerra fredda non fu aggressiva, ma sostanzialmente difensiva e favorevole alla creazione di stati con economia mista retti da democrazie parlamentari.

Probabilmente il momento più memorabile della carriera politica di Kennedy fu il suo discorso del giugno del 1963 nella Berlino occidentale dove davanti a centinaia di migliaia di persone, il cosiddetto mondo libero in contrasto con l’oppressione vissuta dall’altro lato del muro, divenne solidale con gli abitanti della città pronunciando in tedesco la celebre frase (che parafrasava l’antica frase riferita alla civiltà romana) “io sono un berlinese”.

Non è dunque strano che abbiano dedicato in memoria a http://www.thekennedys.de/english/museum/museum1.html Kennedy un museo a Berlino che ospita una delle collezioni più complete di fotografie, documenti ufficiali e privati assieme a ricordi personali della fascinosa famiglia Kennedy.

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

È difficile negare che l’importanza dei Kennedy a livello storico si sia trasformi in qualcosa tra l’eroico e il leggendario, soprattutto dopo la tragica morte di alcuni dei suoi membri. Se andate in gita nella capitale tedesca, affittate uno degli appartamenti a Berlino e andate a visitare il museo e vedrete che il loro fascino è rimasto intatto.

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Nov 23

Dipendenza dalla tecnologia

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 23rd, 2011| icon31 Comment »

Nel Settembre del 2007 un uomo di 30 anni è morto nella città cinese di Guang-zhou dopo aver passato vari giorni di seguito giocando in Internet. PHa perso conoscenza in un cibercafè e al pronto soccorso non è stato possibile fare nulla per rianimarlo. Si trattava di uno dei decine di milioni di fan dei videogiochi online presenti in quel paese. Ma non è necessario andare ad estremi così drastici, perché ogni giorno incontriamo esecutivi che camminano come zombi rispondendo a email con il loro black berry, con gente che usa l’iPhone perfino per sapere dov’è il bagno di casa propria e con adolescenti che non conoscono i propri amici visto che fanno parte di una comunità virtuale.

dipendenza tecnologia

L’umanità è cambiata molto con le nuove tecnologie fino al punto che molti non pensano che gli esseri umani hanno vissuto senza queste risorse per più di un milione di anni e sono sopravvissuti. Dagli anni ’90 nella comunità medica sono stati pubblicati vari articoli sul ¨nuovo problema¨ che i media hanno battezzato con la sigla IAD, Internet Addiction Disorders (Disturbi da Dipendenza da Internet), raccolto nelle revisioni della bibbia della psichiatria, il DSM (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), attualmente alla sua IV versione.

Abbiamo a che fare con adolescenti capaci di passare in media 8 ore davanti a Internet, con un elevatissimo potenziale di rischio di sviluppare dipendenza, accentuato se l’utente ha una personalità introversa, bassa autostima e una vita familiare povera. Il computer e il mondo virtuale in cui vivono dà senza chiedere niente in cambio. Compensando le insoddisfazioni provocate dal mondo reale. Quando la rete smette d’essere uno strumento per ricavare informazioni e si converte in una via di fuga dalla realtà, diventiamo suoi prigionieri. I cyberambiti di evasione più estesi sono le web pornografiche, quelle di scommesse e giochi, e quelle delle comunità virtuali. Le persone che passano tante ore davanti ad Internet hanno più probabilità di sviluppare i sintomi della depressione. E se non possono usare la tecnologia presentano sintomi di ansietà.

Si parla di dipendenza dalle nuove tecnologie se l’attività ricreativa dura troppe ore, in altre parole se la persona preferisce ad esempio stare davanti al computer che con gli amici o la famiglia, se ha una necessità compulsiva di connettersi, se è incapace di uscire da casa senza cellulare o se prova il desiderio irrefrenabile di acquistare le ultime novità tecnologiche.

Si tratta di una dipendenza in piena regola, l’unica differenza è che non è una dipendenza chimica a sostanze bensì una dipendenza di tipo psicologico. Come in tutte le sindromi di questa natura, il substrato della persona, le sue potenzialità, giocano un ruolo estremamente rilevante. La cura consiste prima di tutto nel riconoscere il problema e sviluppare un impeto di motivazione a cambiare. In funzione del livello di dipendenza si raccomanda l’astinenza totale o la fissazione di limiti di tempo o di contenuto. Le terapie di gruppo sembrano efficaci, visto che i pazienti per la maggior parte sono adolescenti con problemi di autostima e socializzazione. Il ruolo della famiglia è di vitale importanza per la riuscita del trattamento.

 

Ara Only-apartments AuthorAra

Una delle città europee più avanzate dal punto di vista teconolgico è Berlino. I suoi abitanti camminano per la strada con iphones, ipads ecc. Se affitti appartamenti a Berlino visita i suoi negozi di articoli elettronici e osserva i suoi cittadini.

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Nov 22

Siddhartha di Hermann Hesse

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 22nd, 2011| icon31 Comment »

“Sarò poeta o niente” è la frase che rappresenta il grande scrittore tedesco Hermann Karl Hesse, ma non tanto il già consacrato premio Nobel per la letteratura, quanto lo spirito del giovane aspirante  scrittore  che con queste parole espresse la sicurezza sul suo futuro e ci dice quanto scommettesse su esso: tutto o niente.

siddhartha hesse berlin

Hermann Hesse è uno scrittore conosciuto in tutto il mondo per molte delle sue opere, nonostante il suo maggior riconoscimento fu il  Premio Nobel per la Letteratura. Glielo consegnarono nel 1946 e questo aiutò a diffonderre ancor di più la sua opera e a spingere molti novelli lettori a leggere i suoi libri. Nacque in Germania e morì in Svizzera ma la sua anima fu sempre legata al popolo tedesco, soprattutto quando dovette vivere e sopportare la grande guerra mondiale.

Siddhartha è uno dei libri più venduti di Hesse perchè essendo breve è alla portata di tutti. I giovani lettori sono particolarmente attratti da questo testo perchè ispira voglia di vivere.

Essendo tanto popolare venne tradotto in tutte le lingue del mondo. Nonostante questo libro fu scritto nel 1922 ebbe successo a livello mondiale quando il tedesco vinse il premio internazionale per la letteratura. Il potere delle parole di Hesse ha fatto si che ancor oggi sia uno dei libri più letti e famosi in tutte le università di lettere del mondo.

Hermann Hesse senza saperlo si formò come scrittore durante tutta la vita. Visse situazioni tragiche come la guerra, la morte di due fratelli, un tentativo di suicidio e la chiusura in un manicomio, solo per citarne alcune. Ebbe anche una forte formazione religiosa che  emerge in alcune delle sue opere. Dall’altro lato ebbe chiare influenze letterarie fin da piccolo. Suo nonno materno era proprietario di una casa editrice di testi religiosi e, fin dall’inizio della sua adolescenza, Hermann cominciò a lavorare in una libreria, senza sapere che sarebbe stata la culla della sua grandezza di scrittore.

Nel 1895, all’età di 18 anni, trovò il suo primo lavoro retribuito che l’aiutò a  mantenersi e a coltivare la sua passione per la letteratura.

La libreria si chiamava Heckenhauer e ancor oggi può essere vistata nella città di Tübingen. Lí lesse gli autori che lo influenzarono maggiormente come Goethe, Schiller e tutto sulla  mitologia greca.

Fu così che giunse a scrivere Siddhartha, un libro che parla di buddismo, cultura orientale, l’importanza dell’ “essere come individuo” e come questo essere unico si relaziona con il mondo nella sua totatlità. La parola “Siddhartha” significa “quella persona che raggiunse le sue mete” o “tutto il desiderio è stato compiuto”. Ed è con queste semplici parole che si possono comprendere  l’animo e la mente di Hermann Hesse, un intellettuale che è sempre stato un passo avanti rispetto alla società del  suo tempo in quanto ad arte e letteratura. Leggere Siddharta mentre percorri le strade di Berlino sarà un’esperienza che ricorderai per sempre e che ti farà vedere il mondo da una nuova prospettiva.

 

d.b Only-apartments Authord.b

Se affitti appartamenti a Berlino potrai percorrere una città che rappresenta molto bene la Germania di un tempo. Potrai comprendere cosa influenzò questo genio della letteratura nella stesura delle sue opere e come ciò che lo circondava lo stimolò a distinguersi dalla massa per poter sopravvivere.

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Nov 21

Experimontag a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 21st, 2011| icon31 Comment »

Bisognerebbe ripassare la lunga storia del noise rock: le sperimentazioni di gruppi come gli Stockhausen, lo stesso John Cage, così come tutti gli artisti del movimento Fluxus. All’interno della corrente del noise-rock c’è però un album che è impossibile non nominare: stiamo parlando del fantastico White Light/White Heat, una delle proposte più azzardate per quei tempi. Dopo l’inevitabile boom del primo disco, i Velvet Underground non poterono far altro che creare uno dei dischi più azzardati della storia del rock. Con sole 5 canzoni White Light/White Heat è stato fonte di ispirazione per centinaia di band della scena punk anni ’70 e di band noise-rock giapponesi: la sperimentazione musicale lanciata dai Velvet divenne pratica internazionale. Ancora oggi la sperimentazione musicale continua, forse cercando atmosfere preziosiste come nel caso dei Love Lies Crushing o di confronto pop ad alti decibel come gli A Placet To Bury Strangers.

experimontag berlin

Oggi giorno ci sono etichette specializzate in questo genere. L’esagerazione, o forse meglio dire lo sterminio sonoro si è diffuso in tutto il pianeta. Vedasi artisti giapponesi del calibro dei Merzbow, ad esempio, che hanno portato le consistenze sonore del feedback a dimensioni mai concepite. Sempre in Giappone e sulla scia dei Velvet Underground troviamo i Rallizes Denudes, band giapponese sperimentale che creava jam session di puro noise, punk e psichedelica alla fine degli anni ’60. Chissà non troppo conosciuti, i Rallizes sono il miglior esempio di ciò che White Light/White Heat ha comportato per molte generazioni. Bisogna ricordare anche progetti di rumore cosmico come quelli degli Acid Mothers Temple, che con una psichedelica vorace e sfrenata arrivano a momenti alti di rumore bianco in cui gli oscillatori, le chitarre, i feedback e la batteria si mixano in un cosmo inaspettato. Un altro dei migliori esempi di japanoise, presente a Experimontag sono i Violent Onsen Geisha, che fanno mix e edizioni estreme psichedeliche a cui combinano un tono sarcastico e rumoroso, suoni che vanno dall’hip hop al jazz.

Exprimontags è una serata (il lunedì) sperimentale del Madame Claude di Berlino. Il Madame Claude si trova nel quartiere di Kreuzberg ed è uno dei punti di riferimento di questa città per la buona musica, sperimentazione, ambiente underground e pubblico alternativo. Alcuni dei profeti che sono stati al Madame Calude sono BBBlood, Ben Butler & Mouse Pad, Christy & Emily, Embryo, Harry Merry, Justice Yeldham, Lucky Dragons, Noveller, Paul Metzger, Silvester Anfang II, Steve Gunn, Thavius Beck, Woog Riots per citarne alcuni. Per maggiori informazioni su Experimontag e il Madame Claude, clicca qui: http://madameclaude.de/

 

 

Alexa Ray Only-apartments AuthorAlexa Ray

Affitta uno degli appartamenti a Berlino per assistere a una delle serate più entusiasmanti di noise rock al Madame Claude. Berlino si conferma la capitale europea della musica e dell’arte grazie alla sua grande offerta.

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Nov 18

Kaiser Chiefs a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 18th, 2011| icon3No Comments »

Nonostante il prestigio di cui continuano a godere su buona parte della stampa musicale specializzata, e abbiano raggiunto i primi posti delle classifiche inglesi, tra le molte cose buone che sono state dette sulla band di Leeds Kaiser Chiefs, che suoneranno nella sala Huxley´s Neue Welt il prossimo 24 novembre (http://www.huxleysneuewelt.com/events.html), non vi sono però commenti in merito alla sua originalità.

kaiser chiefs berlin

Cosa in qualche modo comprensibile se guardiamo ad una serie di fattori come il fatto che Kaiser Chiefs, che prende il nome dalla squadra di calcio sudafricana in cui ebbe inizio la carriera dell’eroe locale del Leeds United Luca Rabede, portano avanti una lunga tradizione inglese di bands rock orgogliose fino all’arroganza del loro amore per il calcio (Rod Stewart, Bernard Summer dei Joy Division e New Order, The Wedding Present, Oasis,  Lily Allen,  Jarvis Cocker Blur e persino Elton John sono solo alcuni degli innumerevoli esempi in proposito).  Ma è anche uno di quei gruppi, come i Frank Ferdinand, The Futureheads o i Dogs Die in Hot Cars, che nel primo decennio del XXI secolo  hanno raccolto la torcia della nuova onda post-punk  dal mod fine  settanta primi ottanta del ventesimo secolo, ammantando così di brio e qualità ciò che in fondo non smette di essere solo un ennesimo revival.

Certamente è difficile non dargli in qualche modo degli innovatori se pensiamo all’apparizione a  sorpresa lo scorso 3 giugno del loro quarto ed ultimo album,  appropriatamente e profeticamente intitolato (non solo peri il carattere eminentemente visuale della trasmissione della cultura contemporanea ma anche considerando la deriva politica delle società occidentali, mentre i nuovi barbari spingono alle frontiere): The Future is Medieval. Forse passerà alla storia come il primo album fatto su misura.

Se, approfittando del fenomeno della perdita di qualità fisica dei dischi provocata dalla tecnologia digitale, i Radiohead eliminarono con In Rainbows la necessità di stabilire un prezzo fisso per un album, nel 2007 i Kaiser Chiefs fecero un nuovo passo avanti nell’innovare il modo in cui si acquista musica obbligando il cliente a scegliere dieci canzoni, nell’ordine desiderato, da una lista di venti, con la possibilità di ascoltare un assaggio di ciascuna prima di scegliere. Una volta scelte le dieci canzoni, per le quali si pagava un totale di sette sterline e mezzo, ogni cliente veniva autorizzato a vendere la sua versione dell’album  guadagnando così una sterlina come royalties.

Da qualche mese l’album, che conteneva dodici canzoni, è in vendita in formato fisico e i suoi pezzi costituiscono il cuore del concerto che la banda offrirà presso l’ Huxley´s Neue Welt.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Nonostante sia essenzialmente una collezione di singoli The Future is Medieval contiene, insieme alla solita scarica di goduriosa energia, canzoni che puntano su di un suono più oscuro, melanconico e tenebroso. Potrà ascoltarle tutte dal vivo se affitta appartamenti a Berlino in occasione del loro atteso concerto.

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Nov 17

Bombay Bicycle Club a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 11 17th, 2011| icon31 Comment »

Bombay Bicycle Club è probabilmente una delle band indie che più si è evoluta negli ultimi tempi. Il gruppo ha fatto i suoi primi passi nel 2005 quando Jack Steadman, Jamie MacColl, Suren de Saram ed Ed Nash si sono uniti per dedicarsi a ciò che più amavano: la musica.

bombay <b>bicycle</b> <b>club</b> berlin

Dopo aver vinto un concorso di gruppi del Canale 4 in Inghilterra, la band londinese nel 2006 è stata invitata ad aprire il V Festival, uno dei festival più importanti del paese europeo. Da quel momento la loro sorte è cambiata, e presto hanno firmato un contratto con una casa discografica, hanno iniziato ad incidere e hanno lanciato non solo una serie di singoli ma nel 2009 anche il loro primo LP, intitolato “I Had the Blues But I Shook Them Loose”, con successi come “Evening/Morning”, “Dust on the Ground” e “Always Like This”.

Ma il vero riconoscimento è arrivato con “Flaws”, la loro seconda produzione, lanciata nel Luglio del 2010 con Island Records. Il disco, contrariamente al primo album, era completamente acustico. Vi si trovavano sia canzoni originali che versioni di pezzi di altri artisti famosi come John Martyn o Joanna Newsom in versione acustica. Le riviste più importanti del mondo diedero delle ottime critiche ed i fan lo accolsero con moltissimo entusiasmo.

Attualmente il gruppo è in fase di presentazione dell’ultimo disco, “A Different Kind of Fix”, uscito alla fine di Agosto, che torna alle radici e si allontana dall’acustico. In questa produzione si nota come i ragazzi siano cresciuti parecchio, evolvendo nelle sonorità e nei testi, che parlano non solo d’amore ma anche di amicizia e della vita. Per adesso l’unico singolo lanciato, che è incredibilmente piacevole e si sente dappertutto, è “Shuffle”.

Per maggiori informazioni: http://www.c-club-berlin.de/events.html#TB_inline?height=500&width=800&inlineId=bombaybicycleclub

Lido: Columbiadamm 9-11, 10965 Berlino, Germania

 

 

MiLK Only-apartments AuthorMiLK

La band darà uno show in Germania il 22 Novembre nel C-Club. Quindi se hai voglia di visitare una delle città più belle del mondo e goderti i Bombay Bicycle Club, devi solo affittare appartamenti a Berlino

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