20.000 donne che fanno la spesa, prendono la pillola del giorno dopo, usano preservativi e adottano bambini. Fino a qui niente di eccezionale. Non sono delle donne qualsiasi, sono virtuali, ed ogni giorno si trasformano, attraverso internet nell’alter ego di bambine impazienti di crescere. Si tratta di 20.000 vite virtuali che avranno bisogno di luce, quando scopriranno il mondo reale. Sembra che i genitori siano gli unici a preoccuparsene, visto che sia i creatori del gioco sia le bambine ne sono entusiasti!

La vita virtuale
I creatori di videogiochi on-line hanno inventato My Minx, una pagina che ha il dono di fare felici milioni di bambine. Sono bambine che vogliono essere già donne, con tutto quello che questo implica: acquistare gli ultimi modelli di biancheria sexy, uscire al ballare e bere insieme agli amici, prendere la pillola e comprare quella del giorno dopo, utilizzare preservativi e addirittura adottare bambini haitiani. Non c’è limite d’età per parteciparvi, però sembra che le bambine di sette anni sono la maggioranza tra i 20.000 profili creati. Sognano di avere una vita alla Angelina Jolie o alla Madonna, qualcosa che i creatori del gioco hanno previsto.
La vita reale
My Minx provocò violente polemiche nelle case inglesi. Di fronte al successo del gioco molti genitori hanno criticato l’iniziativa considerandola patetica: i creatori approfittano del pubblico giovane per fare soldi senza preoccuparsi della loro responsabilità morale nei confronti delle bambine. Qualcuno potrebbe obiettare affermando che il fatto d’essere coscienti dei pericoli sessuali, di conoscere la pillola del giorno dopo e le condizioni di vita della gente povera, le può aiutare, ma non vi sembra che ogni età dovrebbe avere le sue preoccupazioni? Non gioca proprio a loro favore il fatto che stiano giocando con i problemi tipici di una donna. Nella vita reale non bastano alcuni clic del mouse per adottare un bambino o per togliersi l’angoscia di una possibile gravidanza.
Sembra che Internet abbia distrutto tutti i limiti che i genitori hanno costruito. Forse stai pensando che la responsabilità non è dei creatori, dato che, considerando che la rete ha dei poteri, il più furbo è colui, che ha saputo approfittarsene. Un’altra volta sono i genitori che devono controllare i propri figli, quando si trovano davanti allo schermo. Almeno otterranno un master in educazione virtuale!
Se non ti interessano notizie di questo genere e preferisci ignorare questo tipo giochi, goditi per qualche giorno i piaceri della vita reale: un libro, un tramonto, osservare la gente che passeggia da una terrazza ed affittare un Appartamento a Berlino. Questa sì che è vita!







March 3rd, 2010 at 12:20 pm
My Minx e la Vita Virtuale…
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