Jan 31

AKA: tatuaggi migliori a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 01 31st, 2012| icon3No Comments »

I motivi per tatuarsi possono essere vari. Oggigiorno farsi un tatuaggio è diventata un’esperienza comune, quotidiana. In altre parole, adesso vediamo tatuaggi sui corpi di tutti, in tutto il mondo. Probabilmente durante gli ultimi trenta o quarant’anni si sono dissolte molte frontiere o preconcetti rispetto a questo tema. Trasformandosi in una pratica comune di decorazione della pelle, non costituisce più un simbolo totalmente “underground” o sinonimo di qualche tipo di marginalità, bensì tutto il contrario. I tatuaggi rappresentano uno stile, una forma di vita, e sia artisti che persone tatuate sono parte vibrante della comunità internazionale.

aka-tatuajes-berlin

I tatuaggi sono importanti da millenni. Forse è Otzi il primo essere umano tatuato, almeno 3300 anni prima di Cristo. Otzi è la mummia umana naturale più antica trovata fino ad oggi, scoperta nel 1991 nelle Alpi Italiane. Vari studi sono stati condotti su di lei, che hanno portato ad esempio alla scoperta della presenza sul suo corpo di resti di cibo che possono ancora essere identificati, e alla rilevazione di tatuaggi sulla sua pelle ancora conservata: si tratta di leggere linee che sembrano essere simboli, situate strategicamente in alcune parti del corpo dove, si pensa, questi tatuaggi avevano una funzione mistico-curativa, visto che si trovavano collocati sulle articolazioni, ed è stato confermato che Otzi soffriva di artite. E così i tatuaggi ci accompagnano fin dalle epoche più antiche. In Grecia e a Roma, ad esempio, i tatuaggi servivano a marcare i delinquenti e in Egitto avevano una funzione religiosa.

Oggi i migliori artisti tatuatori si trovano, ovviamente, nelle principali città del mondo: New York, Londra, Parigi. Berlino in questo caso non fa eccezione. La comunità coinvolta nel mondo del tatuaggio nella capitale tedesca è ampia, ma se hai deciso di farti un tatuaggio a Berlino, la cosa migliore è andare all’AKA. Si tratta non solo di un centro in cui si realizzano pearcing e tatuaggi, ma anche di una galleria d’arte contemporanea, dedicata al disegno, alla pittura e all’arte sul corpo. I tatuatori che ci lavorano sono tra i più rinomati, e tra essi troviamo Jessica Mach, Sarah B.Bolen, Guy, Raf, Madame Chän che ora sta tatuando a New York, Jeffrey Luz, Lea Nohan, Peter Aurich e Belly Button.

E così i migliori tatuaggi e l’arte contemporanea si combinano nell’AKA, un locale fondamentale da visitare, in cui vale davvero la pena tatuarsi. AKA non è un semplice negozio di tatuaggi, ma anche uno spazio ibrido e sperimentale, dove artisti di tutte le discipline hanno l’opportunità di incontrarsi. I tatuatori menzionati prima sono stati scelti per il loro talento e il loro stile personale e personale, che deriva non solo dalla tradizione del tatuaggio, ma anche da un “background” che combina le arti visive, l’illustrazione, la pittura e gli artisti di strada. Per maggiori informazioni su AKA, per prendere appuntamento per un tatuaggio e per conoscere le sue diverse attività, visita il seguente sito web: http://akaberlin.com/

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La cosa migliore è trovare appartamenti a Berlino ed entrare a far parte della sua vivace vita culturale ed artistica. AKA è uno spazio dove non solo troverai i migliori tatuatori della città, ma anche arte e cultura d’avanguardia.

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Jan 24

La lunga notte dei musei di Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 01 24th, 2012| icon31 Comment »

Il 28 gennaio 2012 avrà luogo a Berlino la trentesima edizione de La lunga notte dei musei dove dalle 18 alle 2 del mattino 70 musei della capitale tedesca aprono le porte per avvicinare in modo diverso il pubblico alla cultura. Quest’anno ci sarà un programma diverso, molto divertente per chi ama la cultura e per questo è stato organizzato un servizio speciale di autobus che faranno navetta da un museo all’altro della città.

lunga notte musei

Come ogni anno verranno fatte letture di poesia, attività di danza, presentazioni di teatro e numerosi concerti: la cultura è senz’altro al centro di questa nottata. In quest’occasione verrà commemorata a Brandeburgo la nascita di Federico il Grande e il giorno 30 verranno presentate diverse collezioni sulla figura del re.

Federico il Grande nacque il 24 gennaio 1712 a Berlino. Figlio di Federico Guglielmo I e Sofia Dorotea di Hannover della Casa Hohenzollern, diventò il re di Prussia nel 1740 fino ai suoi 46 anni. In gioventù, spinto dalla mamma, divenne avido lettore di letteratura francese e mantenne una fervida corrispondenza con diversi filosofi illuministi. Queste relazioni, seppur cartacee, con gli intellettuali dell’epoca contrastavano con la disciplina quasi militare che veniva imposta a corte.

La sua omosessualità e il rifiuto della brutalità del padre, che ordinò la decapitazione del suo amante, il tenente Han Hermann von Kate, obbligandolo a presenziare ad essa, lo portarono in carcere per due anni e a perdere il titolo di principe. Tre anni dopo, nel 1730, si dovette sposare per obbligo con Isabella Cristina di Brunswick, e recuperò il suo titolo nobiliare.

Nel 1739 pubblicò il libro l’Antimachiavel, in aperto contrasto con la politica machiavelliana, dove criticava aspramente il pensiero privo di morale e richiedeva maggior etica ai governanti. Il suo sguardo sempre in contraddizione con la società lo portò a mantenersi in costante scambio di idee con i filosofi dell’epoca, tra i quali Voltaire a cui scrisse un interessante poesia sull’orgasmo per fargli capire che la passione e le emozioni di un prussiane potevano essere così intense come un europeo del sud. Il suo regno, caratterizzato da un despotismo illuminato, fece diverse riforme del diritto prussiano dove si diceva che la legge avesse l’obbligo di proteggere la parte debole della società, abolì la tortura e rese il potere giudicante autonomo. Fu un grande riformista, amante delle arti e della scienza. Aprì il Palazzo di Sanssouci a filosofi, musicisti e scrittori dell’epoca.

 

Per maggiori informazioni: http://www.lange-nacht-der-museen.de/

 

 

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Jan 18

Berlino continua ad essere un punto d’arrivo per moltissimi artisti, tanto europei quanto provenienti da altre latitudini del mondo. Ma che cosa fa oggi di Berlino una città tanto attraente per i nuovi artisti? Le ragioni sono multiple; la tradizione di produzione artistica da Berlino, a Berlino, per Berlino , in Berlino è quasi infinita. Effettivamente in questa città sono passate molte delle avanguardie del XX secolo,  arte concettuale, musica sperimentale, underground. Va anche tenuto conto  che la divisione di Berlino a seguito della guerra aveva dato vita  a due fronti artistici le cui idee  attraversavano l’intera città, dando origine a molte proposte con una forte risonanza politica. Dopo la caduta del muro, con la riapertura al libero mercato e la riappropriazione di Berlino da parte dei berlinesi le cose sono un pò cambiate. A causa di questa tradizione di rottura delle barriere morali, estetiche, creative,  Berlino in quanto città e spazio d’arte, come parola in sé, ha guadagnato una sua intensità. La portata di un’opera realizzata “a Berlino” è diversa da quella  di una realizzata “a Valencia”, tanto per dire.

ctm 12 festival berlino

L’artista si colloca così in un simbolico centro di mercato, dove la sua presenza in un contorno tanto speciale va già a condizionare l’avvicinamento del pubblico alla sua opera e ad innalzare il livello della sua esperienza di vita e personale in quanto artista in una metropoli; va notato che questo fa parte del profilo dell’artista contemporaneo attuale,  il luogo in cui vivi accende il tuo potenziale creativo oltre ad aiutarti a fare affari migliori, ad aprirti più facilmente le porte di gallerie, musei, etc.

CTM.12 è un festival incentrato sulle tendenze sperimentali più importanti del momento a Berlino. Conta su un ampio programma di concerti  così come su di una sala espositiva e presentazioni di conferenze relazionate all’arte attuale. Va messa in evidenza l’importanza di un festival internazioanle di questa portata, visto che attrae un pubblico nuovo e sempre attento a nuove forme di produzione di conoscenza,  soprattutto gente giovane e di ogni provenienza. Davvero consigliabile se lavori nel campo dell’arte o sei un curatore. Il mondo degli affari e dell’arte  vanno per mano e in questo momento di crisi economica istituzioni e collezionisti sono interessati ad  investire in arte contemporanea, ed  è senza dubbio un investimento con molte potenzialità future.  Quest’anno il CTM.12 si incentra principalmente sulla musica e su come si relazionano con essa tante altre forme d’espressione.

Quest’anno il tema  sarà “lo spettrale” , inteso come quelle manifestazioni o linee di rappresentazione che si avvicinano ad una condizione fantasmagorica od oscura. Il festival inoltre si svolge parallelamente al riconociuto festival di arte e cultura digitale Transmediale, che quest’anno celebra il suo 25º anniversario. Va rilevato infine che la programmazione di CTM.12 prevede anche la presentazione del nuovo disco della favolosa band Mouse on Mars. Per maggiori informazioni su CTM.12, così come per vedere il programma completo di concerti e conferenze, visita la seguente pagina web: http://www.ctm-festival.de/

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Berlino continua ad offrire il meglio dell’arte e delle sonorità sperimentali attuali. Trova appartamenti a Berlino e conosci da vicino la sua frizzante vita culturale.

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Jan 16

Bread and Butter a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 01 16th, 2012| icon3No Comments »

Nel 1923, a causa della sempre più sensibile dissonanza tra lo stile espressionista del pittore Lothar Schreyer, membro del gruppo berlinese Sturm, e i fondamenti estetici della Bauhaus, che aspiravano a conseguire una sintesi di tutte le arti attraverso le forme pure, successe che questo fu sostituito nella direzione dei laboratori scenici della scuola, parte essenziale del piano interdisciplinare di studi del progetto di Walter Gropius, che aspirava tanto all’eliminazione delle barriere tra artisti e artigiani quanto al riconoscimento della possibilità dell’arte di influire sulla produzione industriale.

bread butter berlino

Il successore di Schreyer fu Oskar Schlemmer, il quale nel periodo compreso tra il 1923 e il 1929 trasformò i laboratori scenici della Bauhaus in un pionieristico centro multidisciplinare di lavori sperimentali in grado di riflettere attraverso forme dinamiche le sensibilità artistiche e tecnologiche della scuola.

Il risultato più rappresentativo di questo lavoro fu il suo  originale Ballet Triádico, che conteneva le teorie di Schlemmer sulla performance e continua a essere ancora oggi forse la più interessante e completa fusione di danza, musica e vestiario (che estendeva nello spazio i contorni del corpo, autentica forza motrice della performance, mediante l’uso di materiali come metallo, tela e cavi, tali da trasformare gli attori in figure astratte) mai messa in scena.

I lavori di Schlemmer sono una doppia testimonianza, da una parte della stretta e viva relazione esistente tra l’arte e la moda nella’età contemporanea, dall’altra di un’epoca, il periodo tra le due guerre, durante la quale la Germania era una delle grandi fucine non solo delle avanguardie artistiche ma anche della moda, capace di competere a suo modo con Paesi come la Francia o l’Italia.

La celebrazione, dal 18 al 20 gennaio, della Fiera Internazionale di Street- e Urbanwear Bread and Butter a Berlino (a partire dal 2010, dopo che per vari anni si era svolta a Barcellona), forse la fiera più importante del mondo in questo settore, ambientata nella prossima edizione all’interno del centrale ed emblematico aeroporto di Tempelhof – ormai chiuso al traffico aereo – (http://www.breadandbutter.com/winter2012/), sembra un modo per tornare indietro nel tempo fino a questa epoca singolare a bordo di non meno singolari aeroplani capaci allo stesso tempo di solcare passato, presente e futuro. In questa sembra muoversi perfettamente l’arte cangiante della moda, investita forse, come sosteneva Marshall Mcluhan, di una certa infallibilità che riempie in qualche modo il vuoto sensoriale creato dalle diverse dislocazioni causate dalla tecnologia.

Molto tempo sembra essere passato dagli esperimenti di Schlemmer, anche se continuiamo a non poter affermare, come Chesterton, se il mondo sia giovane o vecchio. Possiamo solo affermare con certezza che la capitale tedesca è oggi una delle città più all’avanguardia e vibranti del mondo occidentale.

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Se prendi in affitto appartamenti a Berlino per questo periodo non perdere l’occasione per tuffarti nell’affascinante mondo della Bread and Butter, una fiera che in appena dieci anni è arrivata a essere la più importante d’Europa.

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Jan 11

Fino al 5 febbraio sarà presentato presso la Kunstbibliothek il lavoro degli artisti grafici Hans Hillman e Jirí Šalamoun nella mostra intitolata I Dream Was a Dog That Dreams.

hillman <b>salamoun</b> berlino

Gli organizzatori  hanno preso questo nome da un libro realizzato da Hans Hillman, per descrivere il tipo di humor usato da questi due artisti che lavorano  con il sogno, questa metamorfosi che provoca l’inaspettato.

La cosa interessante di questa mostra è l’introduzione ai mondi immaginari di questi due grandi artisti grafici che stanno a metà strada tra il sogno e la realtà. La mostra stimola  lo spettatore ad essere parte di questi lavori e ci chiama ad incontrarci in quello spazio ludico soggiacente al percorso della mostra. I loro lavori sono una perfetta mimesi della realtà o solo un’apparenza sensuale dell’immagine esteriore delle cose, come descriveva la lexis Platone? Scoprirlo è il compito di ogni spettatore in questo fantastico passaggio attraverso l’immaginazione e la creazione cui ci richiamano Hillman e Šalamoun.

Hans Hillman nacque nel 1925. E’ noto per i suoi cartelloni cinematografici del secolo scorso. Iniziò a lavorare come disegnatore grafico quando era studente presso l’Università di Kassel e partecipò ad un concorso che non riuscì a vincere, ma che lo mise in mostra grazie alla sua particolare capacità di mescolare arte e disegno e al suo concetto di estetica estremamente d’avanguardia.

Stando alle sue stesse parole, iniziò a lavorare in una Germania devastata, solamente nel post-guerra il cinema tornò ad imporsi con forza e venne creato il cine club in cui  venne organizzato il primo concorso per cartelloni cinematografici cui partecipò. Da quel momento lavorerà per i migliori film della cinematografia mondiale. Uno dei suoi lavori più noti è il disegno grafico per  il cartellone della Corazzata Potemkin di Eisenstein. Sul cartellone in bianco e nero  vi sono solo due cannoni in prospettiva e il nome del film in basso. Senza dubbio la sua forza grafica  rende comprensibile l’ideologia di fondo del film.

Jirí Šalamoun nacque nel 1935 a Praga, Cecoslovacchia. Fu disegnatore, illustratore grafico e creativo. Divenne famoso grazie a fumetti come Figura Maxipes e per la sua partecipazione nel disegno dei cartoni animati che si convertirono poi nella serie televisiva Racconti prima di dormire . Scrisse vari libri. Nel 1961 e 1989 disegnò circa venti cartelloni cinematografici. Nel 1990 fu direttore della sezione d’illustrazione grafica della Scuola d’ Arti Applicate di Praga.

Šalamoun usa la tavolozza dei colori  senza complessi. I suoi lavori, con reminescenze surrealiste, sono pieni di colore, immagini ingenue e ricche di espressività  che nel suo paese rompono con  le tradizionali norme del disegno grafico degli anni 50 e 60,  le cui concezioni erano tradizionali nella forma e nel fondo. Šalamoun fu un disegnatore grafico d’avanguardia che estese il suo lavoro oltre i supporti tradizionali. Per maggiori informazioni: http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?objID=24922&datum=16.11.2011+00:00

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L’inizio dell’anno è un buon momento per prendesi qualche giorno di riposo, per questo appartamenti a Berlino le offre il meglio di questa bella città affinchè lei possa dedicarsi unicamente a divertirsi appieno.

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Jan 3

La relazione tra la performance e la Germania è stata lunga e feconda almeno sin dai tempi della Bauhaus, alla quale, con l’indipendenza del lavoro pioniero sviluppato successivamente da Oskar Schlemmer (la cui importanza come teorico e pratico, soprattutto sullo sviluppo dei suoi balletti meccanici, non è mai esagerata), possiamo attribuire l’istituzione del primo corso di performance in una vera e propria scuola d’arte, nel 1921.

tanztage berlin

Bel lontano dall’essere un mero aneddoto o un’eccentricità, la scuola è sempre stata caratterizzata da un aspetto essenziale del piano interdisciplinare di studio, che ha attirato nella città di Weimar diversi artisti, disegnatori e architetti della taglia di Paul Klee, Wassily Kandisky, Alma Buscher, László Moholy-Nagy, Walter Gropius, Ida Kerkovius, Lothar Schreyer (il pittore espressionista, drammaturgo e membro del gruppo berlinese Sturm, incaricato di supervisionare il primo programma didattico dei corsi di performance, fedele alla massima “il lavoro che si realizza su uno scenario è un’opera d’arte”), il già menzionato Schlemmer, e molti altri.

Con simili origini non è una sopresa che il festival berlinese di performance Tanztage, che celebrerà la sua ventunesima edizione nella capitale tedesca tra il 5 e il 15 gennaio al Sophiesale (http://www.sophiensaele.com/kalender_2.php), goda di tanto prestigio e salute.

Tanztage fu fondato nel 1996 grazie al deciso impulso di Barbra Friedrich e Benjamin Schlälike, con l’intezione di offrire ai giovani artisti di performance e danza contemporanea la possibilità di sviluppare il loro lavoro direttamente sul palcoscenico. L’obiettivo dietro al festival era la creazione di uno scenario volto all’unione e alla conoscenza degli artisti di performance da parte della città, visto che questa forma di manifestazione artistica non gode spesso di condizioni favorevoli per quanto riguarda le sovvenzioni e la diffusione mediatica.

Con la nomina nel 2008 di Peter Pleyer come direttore artistico, il festival ha guadagnato un nuovo impulso, ampliando ancor di più il numero e la varietà delle sue proposte artistiche.

La storia dell’arte della performance, realizzata dal vivo da artisti che costruiscono la loro propria definizione di questa disciplina, ci parla fin dalle avanguardie del XX secolo di un mezzo aperto, che offre infinite variabili, e che ha attratto tutti quegli artisti che per una ragione o per l’altra hanno percepito che le forme d’arte prestabilite limitavano la loro creazione in qualche maniera, specialmente in relazione alla possiblità di esporre la propria arte al grande pubblico. L’anarchia, la deterritorializzazione e l’impossibilità a definire adeguatamente quest’arte sono caratteristiche proprie di una disciplina artistica che fa un uso indiscriminato e libero della letteratura, della poesia, della danza, del teatro, della musica, della pittura, dell’architettura, della scultura e dei mezzi audiovisivi.

 

 

 

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L’amplio, vario e interessantissimo programma del Tanztage è un modo eccellente per prendere coscienza di quanto duttile e stimolante risulti questa forma d’arte. Se affittate uno degli appartamenti a Berlino per la prima metà di gennaio, rimarrete piacevolmente sorpresi dai giovani performer della città.

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Dec 27

La fotografia è una forma d’arte che supera il ritratto. Con ogni fotografia si abbracciano momenti storici peculiari e situazioni inaspettate. Berlino è una città predisposta alla fotografia: è una città fotogenica, una delle capitali con maggiore varietà di edifici, spazi, persone e mezzi di trasporto e di comunicazione che la rendono il luogo ideale per fare di un viaggio in un’esplorazione fotografica intensa ed eclettica.

fotografia berlino

In viaggio la macchina fotografica si rivela essere uno strumento imprescindibile, ma la visione del turista non è sempre comparabile con quella del vero viaggiatore. Se pensiamo all’idea di flaneur di Baudelarie, ripresa in seguito da Walter Benjamin a Parigi, sulla costruzione di discorsi e identità politiche ed economiche attorno alla struttura della città, non possiamo non prendere in considerazione l’esplorazione fotografica degli spazi pubblici, non solo come il risultato di un’esperienza turistica, ma anche come il diario di un’esperienza del soggetto posto di fronte a nuovi contesti. Così che la fotografia genera visioni del mondo personali e allo stesso tempo generali.

Il viaggio, accompagnati da una macchina fotografica, non deve essere ingenuo. Berlino è formata da una comunità cosmopolita ed ha alle sue spalle una storia profonda e diversa, dove la tua macchina fotografica può esplorare, oltre al quotidiano, dettagli del passato ancora presenti e le biforcazioni della storia contemporanea nella fotografia stessa. A Berlino si fondono estetiche diverse, edifici antichi e case sopravvissute ai bombardamenti della seconda guerra mondiale assieme a moderni edifici, quartieri underground, graffiti, bar e musei. Tradizione e modernità convivono nella stessa dimensione spazio temporale. Se oltre a immortalare la città secondo il vostro punto di vista, avete voglia di visitare alcune tra le migliori esposizioni fotografiche, vi diamo alcuni consigli.

Il Museo della Fotografia si rivela essere un luogo imprescindibile per gli appassionati di fotografia. Dal 2004 il museo viene visitato da oltre 500 mila persone e l’esposizione permanente è riconosciuta come una delle migliori in Europa. La Fondazione Helmut Newton collabora all’organizzazione delle esposizioni del museo, così che avrete a disposizione anche gran parte del lavoro di questo grande fotografo.

Un’altra galleria imprescindibile per gli amanti della fotografia è la Camera Work, fondata nel 1997, che presenta il meglio della fotografia contemporanea e i più riconosciuti fotografi classici. La collezione include opere di artisti del livello di Man Ray, Irving Penn, Horst P. Horst, Peter Lindbergh, Peter Beard, Richard Avedon, Diane Arbus ed Helmut Newton oltre a una serie di fotografie di artisti emergenti, rivelandosi un trampolino di lancio per tutti i nuovi talenti della fotografia come Silke Lauffs, Martin Schoeller y David Drebin.

Kicken Berlin è un’altra galleria di grande interesse che propone un’ampia collezione da più di vent’anni. Kicken Berlin è un punto di riferimento che regala una chiara visione dei processi di cambiamento dei canoni estetici della fotografia internazionale degli ultimi decenni.

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Dec 23

Cosa portare in valigia? L’eterna domanda. Preparare un bagaglio è di per sé un’arte estremamente complessa. Si tratta di sapere quali sono le cose indispensabili, quelle che non devono mancare mai, ciò che realmente sarà utile. D’accordo, sono tempi un po’ difficili per affrontare qualsiasi spesa, ma vale la pena tenersi sempre pronti per qualsiasi eventualità di viaggio. E durante un viaggio, magari, si potrebbero sempre verificare degli imprevisti, i quali, si sa, sembra che si nascondano dietro ogni angolo.

indispensables maleta berlin

Berlino è una città che non si può esplorare in tre o quattro giorni. Per Berlino, per addentrarti realmente a Berlino e in tutte le sue dimensioni, tieni presente che hai bisogno di almeno dieci giorni di attività costante, lunghe camminate, visite ai musei e, sicuramente uno o due fine settimana, per godere al massimo della eccitante vita notturna offerta da questa metropoli. Ogni notte a Berlino vi sono eventi nuovi, feste, concerti o interessanti attività, ma, come avviene anche nel resto del mondo, è durante il fine settimana che ci si lancia tutti in pista da ballo, nei bar, nelle strade.

Alcuni elementi indispensabili per il tuo viaggio a Berlino, quindi, sono quelli legati al clima e alla stagione durante la quale si viaggia. Durante questi mesi invernali, piuttosto freddi, se si è ben equipaggiati Berlino offre un soggiorno indimenticabile ed entusiasmante, proprio come durante le altre stagioni dell’anno. Qui alcune cose da mettere assolutamente in valigia:

Macchina fotografica: qualsiasi angolo di Berlino è fotogenico. Non puoi perdere la possibilità di fotografare qualche elemento architettonico, piuttosto che un viso, auto in movimento… niente di meglio per cercare di immortalare il tuo viaggio.

Mappa dei trasporti urbani: non esplorare la città con una mappa comune e consueta. Per orientarti fatti aiutare dai percorsi dei mezzi pubblici di Berlino. Sono molti i collegamenti e le possibilità: autobus, metro, tram. Se devi visitare qualche luogo in particolare, orientati con le stazioni vicine e cammina il più possibile oppure avventurati per gli stesso percorsi. Prendere un treno o un autobus per qualsiasi luogo a qualsiasi ora, è emozionante e salutare.

Fiaschetta: sì, esatto, una di queste fiaschette di alluminio che ti consentono di portare con te un po’ di alcool, rum, whisky, vodka, quello che vuoi, insomma. Quando fa così freddo non c’è niente di meglio che avere a disposizione uno shot per potersi riscaldare anche per strada. E non devi preoccuparti: a differenza di ciò che succede in altre città europee, a Berlino la gente beve liberamente. Una birra o una Coca Cola… nessuno si indignerà perché bevi per strada.

Scarpe appropriate: se vai in inverno è essenziale portare con te stivali comodi e caldi. Porta anche un paio di scarpe leggere da usare in discoteca o a qualche festa. Le scarpe con il tacco non sono raccomandabili, né per camminare né per apparire… si può essere sexy anche senza portare con sé tutto l’armadio.

Preservativi: non si sa mai ciò che può accadere nella notte berlinese. Porta con te i preservativi giusti, la gente a Berlino è sempre alla ricerca di novità e romanticismo, non temere. Se il tedesco è un problema, allora aiutati con l’inglese per conoscere qualcuno, magari l’amore della tua vita.

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Prendere in affitto appartamenti a Berlino significa godersi giorni all’insegna di arte, musei, musica e novità, in una delle città più interessanti d’Europa.

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Dec 21

Fino al 9 gennaio 2012 il Museo Martin Gropius Bau di Berlino esibisce Side by Side Poland –Germany. 1000 Anni d’Arte e di Storia. La mostra è organizzata dal Berliner Festpiele, finanziato dalla Commissione del Governo Federale per la Cultura e i Mezzi di Comunicazione, dal Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Polonia.

side <b>by</b> <b>side</b> polonia-germania

L’esposizione viene presentata contemporaneamente nel Castello Reale di Varsavia e nel Museo Martin-Gropius-Bau di Berlino, e si inserisce nel contesto della rivisitazione delle frontiere reali e quelle dell’arte e della creazione, a cui sono interessati sia il Consiglio dell’Unione Europea che il Governo Polacco.

Il commissario di questa interessante mostra, che ripassa la storia comune che supera le frontiere, è la storica dell’arte polacca Anda Rottenberg, direttrice della Galleria Nazionale di Varsavia per vari anni, e curatrice del padiglione della Polonia presso la Biennale di Venezia, Istambul e San Paolo.

Gli 800 pezzi storici ed oggetti d’arte contemporanea che compongono l’esibizione marcano un’inflessione nella storia delle due nazioni, che hanno vissuto momenti crudeli, di rottura e divisione, come l’invasione di Varsavia nel 1939 da parte dell’esercito nazista, e successivamente la Guerra Fredda con il muro di Berlino che separò l’Europa in due. Attraverso di essa possiamo capire con chiarezza le relazioni intercorse tra le due nazioni lungo 1000 anni di storia.

La mostra è distribuita in 19 spazi e si articola in 22 capitoli ordinati in modo tematico per aiutare la comprensione delle relazioni tra Polonia e Germania. Si comincia con l’evento storico che sancisce le relazioni tra i due Paesi: il matrimonio celebrato nel 1025 tra il principe polacco che diventerà Re Mieszko II con Richeza, figlia di Renania Palatinato Ezzo, che aumentò così il suo potere e dominio. Quest’unione, originata da ragioni di Stato, trasformò Richeza nella Regina della Polonia, e consolidò i rapporti politici e di interesse tra Germania e Polonia nel XI secolo.

Si prosegue con il matrimonio combinato tra Landshut, Duca di Baviera, con la figlia del Re polacco Casimiro IV, Jadwiga, nel 1475. Il proposito era creare un’unione per contrastare l’espansione dell’impero turco ottomano. A questo proposito l’ambasciata di Cracovia si adoperò per arrangiare il matrimonio, che fu definito dal Principe di Brandeburgo, Alberto III, come una missione divina e un frutto della cristianità e dell’Impero.

Inevitabile toccare il tema della Seconda Guerra Mondiale e delle sue tragiche conseguenze, riguardanti non solo la deportazione nei campi di concetramento e la resistenza del ghetto di Varsavia, ma anche la Guerra Fredda e la divisione del mondo, a causa della quale la Germania rimase spezzata in due, e la Polonia entrò a far parte del blocco socialista.

Per illustrare la Seconda Guerra Mondiale e le sofferenze del popolo polacco verrà presentato il film “Kanał” (1957) realizzato da Andrzej Wajda.

Per maggiori informazioni:  http://www.berlinerfestspiele.de/de/aktuell/festivals/11_gropiusbau/mgb_aktuelle_ausstellungen/polen_deutschland/mgb11_polen_deutschl

 

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Side by Side Poland –Germany. 1000 Anni d’Arte e di Storia è una grande esposizione che non puoi davvero perdere, quindi affitta appartamenti a Berlino e approfitta delle interessanti opportunità di attività culturali underground e di ristorazione offerte da questa città, che rappresentano la tendenza moderna del turismo.

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Dec 7

Il 16 dicembre si esibisce presso l’Arena Berlin Treptow il produttore e DJ tedesco Paul Kalkbrenner, il quale presenterà il suo ultimo lavoro Icke Wieder, con cui si considera nella maturità del suo lavoro musicale per la profondità e complessità delle sue fusioni di suoni. Per realizzare questo lavoro Kalkbrenner si ritirò per un anno dalla scena, alla ricerca della tranquillità necessaria per realizzare la sua creazione.

paul <b>kalkbrenner</b> berlin

Paul Kalkbrenner è nato nella città tedesca di Lipsia. I suoi studi musicali li iniziò nel 1985 con la formazione strumentale per tromba. Può vantare quindi una lunga preparazione teorica in musica, costruzione e lettura di solfeggi, conclusasi con successo nel 1990. Da quel momento si dedicò alla realizzazione di piccoli lavori musicali, sentendosi però non completamente realizzato con la musica tradizionale.

Nel 1994 iniziò la carriera Live act, una variante di DJ che si differenzia da quella classica per il fatto che non solo campiona ma lavora anche in diretto, unendo suoni e strumenti dal vivo, il che necessita di una maggiore cultura musicale. Alla fine degli anni ’90, più precisamente nel 1999, pubblicò il suo primo EP, intitolato Largesse. Il suo primo pseudonimo fu Paul db+, nome con il quale firmò il suo primo lavoro.

La sua capacità creativa e il suo instancabile lavoro svolto senza perdere di vista i suoi obiettivi lo portarono lo stesso anno a incidere il secondo EP, Friedrichshain, con la casa berlinese BPitch Control.

Ma i suoi interessi musicali sono tanto ampi che nel 1996 aveva già iniziato la sua carriera come produttore indipendente al fine di dar forma a un lavoro e professionalizzare le sua attività nella musica. Le capacità che dimostrò gli valsero l’interesse di diverse reti televisive. Attraverso questi lavori per ARD, Premiere, ZDF e altre reti Kalkbrenner sviluppò una enorme competenza relativa allo studio del suono, che ha segnato una svolta nel suo lavoro musicale.

Ciò che contraddistingue Kalkbrenner è tutta la gamma di creazioni e produzioni, che lo consacra a vero e proprio mostro sacro della musica elettronica. Nelle sue esibizioni usa un software sintetizzatore, un sequenziatore, unito a un controller MIDI, sintetizzatori di hardware e beat machine. Tutta una meravigliosa architettura tecnica che conferisce ai suoi spettacoli un’eccellenza scenico-musicale.

Il suo stile è legato al Minimal, Techno, Minimal Techno e al cosiddetto IDM o Intelligent Dance Music, nato a Detroit negli anni ’90, a sua volta influenzato da stili come Ambient e Detroit Techno.

È uno dei DJ che figura costantemente nei programmi dei migliori festival in Europa e nel mondo. Sin dai suoi esordi ha suonato in festival come Fusion Festival, Nature One, Melt, Mayday, SonneMondSterne e altri eventi importanti.

Anche il cinema non è rimasto indifferente al talento di Kalkbrenner. Nel 2008 partecipò come artista principale al film Berlin Calling, producendo insieme al fratello Fritz la musica di sottofondo Sky and Sand. Tutta la produzione musicale di questo film fu raccolta nel disco uscito con lo stesso nome del film.

Per ulteriori informazioni http://www.arenaberlin.de/event.aspx?eventId=349533

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