Dec 16

La Gemäldegalerie a Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 12 16th, 2011| icon31 Comment »

Nonostante la Gemäldegalerie di Berlino ospiti una delle raccolte di opere d’arte più significative a livello mondiale, non gode della fama che gli è dovuta tra i turisti che visitano la città. Il motivo è forse da ritrovarsi nella sua posizione, vicina alla Postdamer Platz, nel nuovo edificio del Kulturforum. La maggior parte dei musei berlinesi di fama mondiale si trova nel Museuminsel, l’Isola dei Musei. Qui sono ubicati l’Altes Museum, il Neues Museum, l’Alte Nationalgalerie, il Bode Museum e il Pergamonmuseum. Tutti questi musei hanno la fortuna di essere ospitati in palazzi storici che sono già di per sé opere d’arte e su molti di questi edifici, come il Bode e il New Museum, è stato effettuato un imponente lavoro di ristrutturazione che, al momento della loro riapertura, ha attirato l’attenzione dell’intero mondo dell’arte. Come se non bastasse, tutta la zona del viale Unter den Linded, che si trova nei paraggi, creata a cavallo tra il XVIII e il XIX secolo è un’altra zona dove si concentrano importanti edifici. Così che l’Isola dei Musei, la vicina Università Humboldt, la Staatsoper e la prima biblioteca pubblica, fondata da Federico il Grande, assorbono la maggior parte dei turisti in visita alla capitale.

gemaldegalerie berlin

Il Gemäldegalerie  può essere considerato figlio del suo tempo: poco prima della caduta del Muro di Berlino, nel 1986, venne indetto un bando per costruire il museo che contenesse le migliori opere d’arte. Nel 1998 venne aperto al pubblico. Dal suo esterno, quasi invisibile, ci ritroviamo al suo interno dalla sobria eleganza. L’enorme sala interna ospita numerose colonne e una fontana dalle forme geometriche che contribuiscono a creare un’atmosfera chiara e rilassante, il clima ideale per godersi le opere d’arte qui ospitate.

Le stanze del museo circondano la sala principale. Si vengono così a creare due ali che ospitano in ordine cronologico le opere d’arte: si comincia con le più antiche all’entrata, per terminare, alla fine della sala, con le più recenti del XVIII secolo. La disposizione delle opere però non è solo cronologica, ma anche geografica, cosa che rende il percorso ancora più semplice: le opere della tradizione subalpina, cominciando dall’Italia, sono posizionate sulla sinistra e quelle di tradizione nord alpina sulla destra.

Le opere d’arte parlano da sole. Qui si trovano quadri di Giotto, di Botticelli, Caravaggio, Canaletto, ma anche di Lucas Lucas Cranach, Rogier van der Weyden o Rembrandt. A livello di qualità, e non di quantità, il museo è comparabile alla National Gallery di Londra o al Prado di Madrid. Il museo non è di grandi dimensioni: è così possibile visitarlo in tutta tranquillità in una giornata; inoltre, vista la quasi assenza di turisti, avrete il lusso di visitarlo praticamente da soli.

Mara Maroske

Venite a visitare alcune tra le più importanti opere del Caravaggio nel silenzio dei corridoi della Gemäldegalerie. Dovrete solo affittare uno degli appartamenti a Berlino

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Dec 7

Il 16 dicembre si esibisce presso l’Arena Berlin Treptow il produttore e DJ tedesco Paul Kalkbrenner, il quale presenterà il suo ultimo lavoro Icke Wieder, con cui si considera nella maturità del suo lavoro musicale per la profondità e complessità delle sue fusioni di suoni. Per realizzare questo lavoro Kalkbrenner si ritirò per un anno dalla scena, alla ricerca della tranquillità necessaria per realizzare la sua creazione.

paul <b>kalkbrenner</b> berlin

Paul Kalkbrenner è nato nella città tedesca di Lipsia. I suoi studi musicali li iniziò nel 1985 con la formazione strumentale per tromba. Può vantare quindi una lunga preparazione teorica in musica, costruzione e lettura di solfeggi, conclusasi con successo nel 1990. Da quel momento si dedicò alla realizzazione di piccoli lavori musicali, sentendosi però non completamente realizzato con la musica tradizionale.

Nel 1994 iniziò la carriera Live act, una variante di DJ che si differenzia da quella classica per il fatto che non solo campiona ma lavora anche in diretto, unendo suoni e strumenti dal vivo, il che necessita di una maggiore cultura musicale. Alla fine degli anni ’90, più precisamente nel 1999, pubblicò il suo primo EP, intitolato Largesse. Il suo primo pseudonimo fu Paul db+, nome con il quale firmò il suo primo lavoro.

La sua capacità creativa e il suo instancabile lavoro svolto senza perdere di vista i suoi obiettivi lo portarono lo stesso anno a incidere il secondo EP, Friedrichshain, con la casa berlinese BPitch Control.

Ma i suoi interessi musicali sono tanto ampi che nel 1996 aveva già iniziato la sua carriera come produttore indipendente al fine di dar forma a un lavoro e professionalizzare le sua attività nella musica. Le capacità che dimostrò gli valsero l’interesse di diverse reti televisive. Attraverso questi lavori per ARD, Premiere, ZDF e altre reti Kalkbrenner sviluppò una enorme competenza relativa allo studio del suono, che ha segnato una svolta nel suo lavoro musicale.

Ciò che contraddistingue Kalkbrenner è tutta la gamma di creazioni e produzioni, che lo consacra a vero e proprio mostro sacro della musica elettronica. Nelle sue esibizioni usa un software sintetizzatore, un sequenziatore, unito a un controller MIDI, sintetizzatori di hardware e beat machine. Tutta una meravigliosa architettura tecnica che conferisce ai suoi spettacoli un’eccellenza scenico-musicale.

Il suo stile è legato al Minimal, Techno, Minimal Techno e al cosiddetto IDM o Intelligent Dance Music, nato a Detroit negli anni ’90, a sua volta influenzato da stili come Ambient e Detroit Techno.

È uno dei DJ che figura costantemente nei programmi dei migliori festival in Europa e nel mondo. Sin dai suoi esordi ha suonato in festival come Fusion Festival, Nature One, Melt, Mayday, SonneMondSterne e altri eventi importanti.

Anche il cinema non è rimasto indifferente al talento di Kalkbrenner. Nel 2008 partecipò come artista principale al film Berlin Calling, producendo insieme al fratello Fritz la musica di sottofondo Sky and Sand. Tutta la produzione musicale di questo film fu raccolta nel disco uscito con lo stesso nome del film.

Per ulteriori informazioni http://www.arenaberlin.de/event.aspx?eventId=349533

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Ricorda che se sei tentato di assistere a questo spettacolo devi riservare i biglietti in tempo. Allo stesso modo ti consiglio di prendere in affitto appartamenti a Berlino in tempo per goderti al meglio questi giorni e la spettacolare atmosfera natalizia di questa città.

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Sep 30

Il Museo Dahlem di Berlino esibisce un’incalcolabile opera fotografica Kashmir in 19th Century Photography che esamina l’interesse per la cultura dell’Himalaya vista da fotografi dell’epoca vittoriana del secolo XIX. La mostra, organizzata con fotografie provenienti da due collezioni private tedesche, sarà aperta fino al 30 Novembre e conta sull’appoggio dell’Asian Art Museum.

kashmir photography berlin

Nell’esposizione ci sono fotografie di Burke e Baker, Guillermo D. Holmes, Juan Edward Sarché e Samuel Bourne che segnarono acerbamente la fotografia dell’India e lo sguardo sulla cultura locale riferita al Kashmir in questo caso.

Il Kashmir è la regione asiatica ubicata nella valle del sud della cordigliera del Himalaya, nella zona nord del subcontinente indio. Fu annesso all’India fino al 1947, quando questo si emancipò dell’Inghilterra ed il Kashmir si divise, rimanendo una parte in India ed un’altra in Pakistan.

Per la sua ubicazione geografica ha attirato i viaggiatori che conoscono l’Himalaya a cercare di salire sulle sue cime, fu anche il posto preferito dei grandi Mongoli per stabilire le loro residenze d’estate durante il secolo XVII, perché lì c’erano laghi e fiumi e la produzione agricola era la più ricca della zona. Le costruzioni fatte in legno ed i templi indù furono i materiali preferiti dei fotografi dell’epoca che vedevano in essi bellezza e semplicità che riflettevano la cultura l’India di quell’epoca.

La fotografia arrivò dall’India, in quegli anni colonizzata dai britannici, dopo l’invenzione del processo che si realizzava coi sali per l’impressione sulla carta, nel 1839. Questo facilitò i processi e permise di migliorare la fotografia, obbligando i fotografi a sperimentare con sostanze chimiche, formati e camere voluminose per migliorare i loro lavori. La fotografia dipendeva da un miscuglio di elementi che imponeva la tecnica, come conoscenza, la pratica della chimica e la tendenza estetica.

Burke e Baker, nati in Irlanda, furono i fotografi dell’epoca vittoriana che testimoniarono guerre, scoperte, notizie su eventi e la diversità umana. Non misurarono in mezzi e sopravvissero alle condizioni più avverse per trasportare le squadre pesanti e le placche di vetro sulle catene montagnose scoscese.

Le loro fotografie più interessanti sono i cataloghi che pubblicarono su Murree, un piccolo paese nel pendio dell’Himalaya. Essi si stabilirono e crearono una specie di sede lì, vicino alle frondose valli del Kashmir, e si trasformarono nei fotografi più famosi di quell’epoca e facendo del Kashmir il tema di maggiore vendita fotografica dell’epoca, per la sua natura simile all’alpigiana che era tanto attraente per i britannici quanto per i mongoli.

Questa fotografia sul Kashmir è il più splendido contributo dell’epoca a questa espressione artistica. Oggi, guardando le immagini, si può notare ancora la maestosità dell’Himalaya ed ascoltare il mormorio delle acque chiare dei ruscelli che questi fotografi captarono con tanto sforzo.

Per ulteriori informazioni: http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?objID=31832&datum=05.04.2011+00:00&lang=en

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E’ un buon momento per godersi dei giorni di vacanza in appartamenti a Berlino e partecipare a questa grande esposizione che ci invita a conoscere il processo utilizzato per ottenere le immagini dell’Himalaya.

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Sep 20

Il Museo d’Arte Contemporanea Hamburger Bahnhof di Berlino esibisce fino al 25 Settembre “Secret Universe”, esposizione dedicata al lavoro di Horst Ademeit che si ritrova nello scopo del museo di realizzare una serie di esposizioni dedicate ad artisti che l’establishment dell’arte ha lasciato fuori dai musei.

horst ademeit berlin

Horst Ademeit nacque nel 1937 e da 20 anni lavora in modo indipendente, al di fuori da tutti i circuiti dell’arte e della fotografia, in un’interessante proposta di raccogliere l’evidenza e documentando quello che ha chiamato raggi freddi, attraverso la fotografia.

Ademeit cerca questa immagine fantascientifica in tutti gli spazi che fotografa con la sua Polaroid. È una ricerca paranoica dei raggi che continuano ad invadere tutto e penetrano attraverso gli spazi quotidiani. La sua macchina fotografica cattura l’edificio, il quartiere, il paesaggio, i rifiuti e gli artefatti.

Questa proposta che ci parla delle paranoie del terrore che c’inoculano dal potere, dove tutto quello che vediamo e leggiamo ci sembra vedere il viso e la voce del potere. Lo scrittore Loers Veit interpreta il lavoro di Ademeit come la presenza del sistema vivo. Dove la vita è Ademeit che si intesse in una rete di terrore.

È quello che, giorno per giorno, vive qualunque cittadino nel sistema neoliberale, dove la vita quotidiana è immersa nella paura collettiva:  paura della disoccupazione, del non avere salute, delle autorità pubbliche, etc. Quelle paure che si vivono giornalmente, Ademeit le visse in maniera personale essendo coinvolto in processi legali che lo portarono a vivere in un ambiente opprimente che lo ritrae nella sua ricerca estetica complessa, controverso sull’esistenza in una società provvista di meccanismi che portano l’individuo nel terrore.

L’anno 2004 aveva prodotto varie migliaia di fotografie Polaroid. Oltre a questi documenti fotografici e scritti, vi sono circa 3.000 piccole sfere tornite da diversi tipi di legno che vennero inseriti in diverse parti del suo corpo. Il processo d’investigazione ed elaborazione della sua opera Raggio Freddo segnò il 2007, riuscendo a riunire varie migliaia di fotografie Polaroid, fotografie digitali e più di un centinaio di testi che completano l’architettura del suo lavoro.

Ademeit fu alunno e discepolo dell’artista concettuale tedesco Joseph Beuys, che emerse negli anni ’60 con le sue interessanti teorie su arte e società. Fu celebre per la sua teoria della scultura sociale che mira sui grandi problemi della società in una cornice politica, e a partire da essi, costruisce le sue opere effimere che immortala con delle fotografie.

Queste interessanti teorie furono fondamentali nello sviluppo dell’opera di Ademeit, il quale sviluppa la sua opera intorno alle grandi fatiche dalla società moderna e post-moderna. Ademeit morì nel 2010.

Per ulteriori informazioni: http://www.hamburgerbahnhof.de/exhibition.php?id=32228&lang=es

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L’ Hamburger Bahnhof è il museo d’arte contemporanea che occupa un’antica stazione di treni disegnata da Friedrich Neuhaus e si trova nel pieno centro di Berlino. Se alloggi in appartamenti a Berlino puoi avviarti e goderti questo meraviglioso luogo, le sue esposizioni e collezioni d’arte contemporanea.

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Jul 29

Il Festival della Birra di Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 07 29th, 2011| icon3No Comments »

Indipendentemente se sei a Berlino per affari o piacere, ti aspetta il famoso Berlin Beer Festival, dove si ha la possibilità di provare le migliori birre del mondo.

Il festival si tiene in un enorme giardino di 1600 metri di lunghezza. Produttori di birra provenienti da tutto il mondo vanno a Berlino per presentare i loro nuovi prodotti. Questo festival `il modo migliore per introdurre sul mercato nuove varietà di birra.

festival <b>birra</b> berlino

A cambio i produttori di birra promuovono nel mondo i prodotti tedeschi. Oltre alle grandi birre, gli entusiasti della birra si potranno godere diversi spettacoli. Il festival è molto popolare e spesso vi partecipano anche personaggi famosi, oltre a moltissime persone che vengono a Berlino solo per questo evento. Ogni anno il festival ha uno slogan diverso, l’anno scorso era: “ La birra ci fa diventare amici.”

Divertimento e prodotti tipici

Il  Berlin Beer Festival si tiene la prima settimana di Agosto sulla Kart Marx Alee. (quest’anno del 5 al 7 agosto). La prima edizione si tenne nel 1997. Quest’anno si monteranno 18 palchi per i concerti in programma e oltre a provare diversi tipi di birra ovviamente si potrà assaggiare anche piatti tipici e prelibatezze tedesche.

I Festival della Birra di Berlino è uno degli eventi più importanti che si terranno nelle capitale tedesca il prossimo agosto.

 

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Jul 28

Museo Ebraico di Berlino

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 07 28th, 2011| icon31 Comment »

Non è inusuale sentire che la pianta dello straordinario edificio del Museo Ebraico di Berlino (http://www.jmberlin.de/), opera di Daniel Libeskind, ricorda inevitabilmente una saetta, un fulmine di proporzioni gigantesche e spaventose, e non a caso si tratta del museo più grande d’Europa, eredità di una tempesta devastante e difficilmente comprensibile, causata dall’assassinio indiscriminato di sei milioni di ebrei e da una profonda crisi d’identità della specie umana, così come della fede stessa, espressa magistralmente in frasi come la riflessione di Adorno sull’impossibilità di scrivere poesie dopo l’esperienza dei campi di sterminio.

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Con un po’ d’immaginazione, è possibile anche percepire l’edificio come la rappresentazione di una ferita, un’enorme e zigzagante cicatrice che necessita ancora di attenzioni e cure. non solo la pianta trasmette questa sensazione, tutta la costruzione (sulla cui facciata di lamiere zincate, bandoni di plastica formano finestre irregolari che vengono percepite come un continuo strappo astratto) sembra essere piena di tagli, ferite e incisioni dalle quali entra la luce risanatrice del ricordo sull’orrore della storia, una luce che, esattamente come la scrittura secondo Juan Josè Millas, taglia e cauterizza simultaneamente. O ancora, la luce può venirci dalla vita vera di ogni giorno, capace di redimerci e portarci lontani da episodi così orrendi come il nazismo e tutto quello che rappresenta.

Inaugurato nel 2001, si tratta di uno degli edifici più celebrati dell’architettura contemporanea, un edificio che riceveva visite addirittura mentre era ancora vuoto, anni prima che le sue porte venissero aperte al pubblico. Unito alla ferita, al suo interno sentiamo immediatamente il cupo dolore della perdita, trasmessoci attraverso l’uso di numerosi spazi vuoti non transitabili, alcuni dei quali arrivano ad occupare diversi piani. Le sue sale asimmetriche e disorientanti comunicano per mezzo di rampe in un affanno constante per evitare il rettilineo.

Dedicato specialmente alla storia degli ebrei tedeschi durante un periodo che copre gli ultimi 2000 anni, la sua apertura ha fatto si che la città di Berlino tornasse ad avere un museo dedicato alla cultura ebrea dopo oltre 60 anni. Tale è il tempo trascorso da quando il primo museo di questo tipo fu chiuso e svuotato dalla Gestapo.

Non tutto il museo possiede l’impressionante architettura moderna di Libeskind. Con un interessante contrasto, un vicino edificio barocco costruito da Philipp Gerlach forma parte del museo. Costruito nel 1735, venne convertito durante la Seconda Guerra Mondiale nel museo di Berlino, luogo dove veniva esposta e mantenuta parte della collezione ebrea della città.

Il Museo Ebraico si articola intorno a tre assi: l’asse dell’Esilio (che arriva fino al Giardino dell’Esilio, anche chiamato Giardino di E.T.), l’asse dell’Olocausto (alla cui fine si erige, attraverso una porta d’acero, la torre vuota dell’Olocausto) e l’asse della Continuità, dalla quale si accede alla mostra permanente.

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Attraverso questo museo, possiamo scoprire come la diversità della cultura ebraica ha contribuito a formare il territorio che oggi conosciamo come Germania. Visitatelo quando affittate appartamenti a Berlino

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Jul 26

Addirittura prima di entrare nel patio interiore del Museo di Storia Naturale di Berlino http://www.naturkundemuseum-berlin.de/, rivestito della caratteristica struttura di cristallo propria della maggior parte dei musei più importanti, sentiamo una misteriosa e stimolante inquietudine anticipatoria, simile a quella che veniva comunicata a Borges quando si trovava per la prima volta vicino alla Vittoria di Samotracia senza ancora averla vista, che ci prepara per la stordente visione dello scheletro completo di un imponente esemplare di Brachiosauro che ci da la sensazione di poterlo cavalcare e, da un’altezza di tredici metri, ci fa pensare che basti che il collo si inarchi un pochino per rompere il vetro del tetto, e ci si possa catapultare, animale e uomo, in un altro mondo, davanti a qualcosa di infinitamente più grande ed essenziale della storia dell’umanità, che con i suoi sbagli e incertezze non è che un granello di tempo davanti alla storia del mondo.

museo <b>storia</b> <b>naturale</b> berlin

I dinosauri dominarono la terra durante milioni di anni, e scomparirono misteriosamente quanto improvvisamente circa sessanta milioni di anni fa, dovuta probabilmente ad un disastro ecologico provocato dalla collisione tra la terra e un enorme meteorite, o qualche altro fenomeno inerente il movimento della materia cosmica nello spazio, oppure un suicidio collettivo di massa causato dalla “noia” che produce il lento e abitudinario passare del tempo.

Sia come sia, non possiamo evitare di sentire che questa sparizione, manifestatasi attraverso i resti fossili conservati nei musei, ci compromette fortemente. Ci assale il pensiero, e talvolta il ricordo, di come loro, di come tutto quello che è stato e un giorno sarà, inclusi noi stessi, un giorno potremmo scomparire, magari per sempre. Non a caso, l’obiettivo principale di tutto il museo e della collezione, non è altro che quello di offrirci un rifugio e muro di protezione contro questo pensiero che ci atterrisce.

Cerchiamo anche, man mano che in noi matura il pensiero che la vita ci sfugge tra le dita, la sensazione del tempo concentrato e puro, dispiegato nella sua essenza più veritiera, che è propria di tutti i ricordi d’infanzia, e assomiglia a quella che proviamo quando, guardando i dinosauri, pensiamo alle cento, mille mutazioni attraverso cui sono passate le cellule prima di arrivare alla configurazione propria della nsotra specie, conferendo a tutta l’esperienza una sensazione quasi mistica che, esattamente come l’arte, ci salva dal mondo, anche se per pochi attimi. E’ la stessa connessione che intercorre tra i Musei di Storia Naturale e le collezioni artistiche. Ed immersi in entrambe le esperienze, ci invade un vago ma intenso desiderio, come una sorte di trascendenza o di pienezza davanti all’eternità immutabile.

Se questo sentimento avesse bisogno di un tempio, poche strutture possono essere più adeguate di questo museo berlinese, con i suoi sei kilometri quadrati di estensione, il cui pezzo più antico è un meteorite di 4600 milioni di anni fa, che trionfa invariabilmente nella missione di catapultarci nell’ineffabilità del cosmo.

 

 

Paul Oilzum Only-apartments AuthorPaul Oilzum

Con più di duecento anni di storia, appena un granello nello scorrere cosmico del tempo, si erge a Berlino una prestigiosa istituzione, che ospita una delle collezioni più importanti di Storia Naturale di tutto il mondo. Visitatelo quando affittate appartamenti a Berlino

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Jul 1

Trans: Rispetto per tutti

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 07 1st, 2011| icon3No Comments »

Perché l’essere umano ha il bisogno di dimostrare una forma di essere con la quale non è nato? Non è che sia necessità, né una forma di essere, né un capriccio, né una moda,  è che a volte la natura non è tanto saggia come dimostra. In questo senso, migliaia di persone notano come sono “acchiappati” in corpi strani, in corpi con i quali non si identificano. Se loro stessi normalmente si trascinano problemi di identità, sopra devono farsi carico delle critiche ed abusi che molto spesso ricevono.

trans respeto

Non è giusto che qualcuno non abbia il diritto di eccedere su un’altra persona solo per il fatto di non essere, come alcuni pronunciano “normali”. Molti transessuali, transgenici o travestiti soffrono giornalmente questa “violazione” senza dire niente e, a volte, l’abitudine porta loro ad allungare questo silenzio, altre volte sanno per esperienza propria che se alzano la voce, l’abuso sarà maggiore. Bisogna essere coraggiosi e denunciare qualunque abuso.

Questa vita non dura eternamente, dobbiamo godere di ogni secondo che viviamo essendo quello che siamo; le differenze esisteranno sempre, cosicché bisogna accettarsi pacificamente e godere di quello che ci circonda. Ed uno di quegli angoli nel quale possiamo vivere la vita è  Berlino. Che meravigliosa città, ogni angolo è eccezionale e la gente è amabilissima.

Si tratta di una città nella quale passare ugualmente un fine settimana come un mese intero. Piena di contrasti, dovuto al suo passato storico nella II Guerra Mondiale, la capitale tedesca si lascia influenzare da ogni tipo di corrente culturale. Perciò, vale la pena percorrere ognuna delle sue strade, dei suoi quartieri perché ognuno è differente all’altro, più spettacolare.

 

mia1603 Only-apartments Authormia1603

Sempre c’è qualcosa da fare, o da visitare. Sì, affittare uno degli appartamenti a Berlino perchè si giochi a turno, una delle città più rispettose ed avanzate sessualmente parlando.

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Vanessa Rosselli Only-apartments TranslatorTradotto da: Vanessa Rosselli
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Jun 30

Berlino Gotica

icon1 berlinblogger | icon2 Berlino | icon4 06 30th, 2011| icon31 Comment »

Berlino è la capitale della buona birra e dei movimenti artistici di ogni tipo. E’ anche la capitale delle sottoculture urbane, una di queste è il gotico. La città ha un’enorme quantità di bar, negozi e discoteche dedicate al mondo oscuro, quello che la trasforma nella Mecca del turismo dark. Di seguito, una piccola guida dei posti più raccomandabili e che non potete perdervi se la vostra meta è la capitale tedesca.

berlino gotica

A parte visitare l’Olocausto Mahnmal, i musei e qualche cimitero, tra i quali vi suggerisco il Friedhof Hallesches tor, piccolo ma di una gran bellezza, dovete andare per negozi, un’attività più superficiale, ma di grande importanza per il turismo gotico. La prima che vi suggerisco è Haunah boutique, situata in UhlandStrabe 170, 10719. Si tratta di un “negoziaccio” di tre piani dove potrete trovare tutto quello che vi piace come calzature, vestiti per uomo e donna. Nel pianterreno hanno vestiti fetish, un sex shop ed una cantina per la vendita dei vini, semplicemente spettacolare. Gli altri negozi che vi consiglio si trovano nel lato Est della città, Darkstore e Noctem Wear, abbastanza belli benché stiano un po’ lontano da tutto. Il terzo negozio si chiama Mystica, ha tre punti vendita a Berlino, tutti centrici. Qui potete trovare un’infinita di articoli di arredamento per la vostra casa: dalle tende fino alle fonti di sangue, passando per ogni tipo di statue, gargoyles, fate, etc.

Con la notte arriva anche la festa. Uno dei migliori posti è Darkside Club, discoteca fetish dove potrete dare sfogo ai vostri più oscuri desideri. Occhio, dovete seguire il codice di abbigliamento, se no non potrete entrare. Un altro posto è Factory, sala di feste di taglio losco, situato in Slaughterhouse lehrter Str. 35, 10557, dove vengono organizzate delle feste tutti i sabati. Tutta l’informazione la potrete trovare nei negozi di abbigliamento, dai posti più autentici, ai più glamour. Tra questi, il Boheme Noir, di taglio più burlesque e di cabaret, dove si realizzano eccellenti feste. Buona fortuna nel vostro viaggio e che l’oscurità vi accompagni!

 

Luz Obscura Only-apartments AuthorLuz Obscura

Negozi, bar, discoteche e sale underground, tutto un mondo dark vi aspetta nella capitale tedesca. Affittate appartamenti a Berlino .. vi assicuro che più di una sorpresa gradevole ti aspetta in alcuni di questi posti.

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Vanessa Rosselli Only-apartments TranslatorTradotto da: Vanessa Rosselli
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May 23

Fino al 13 di Giugno si esibisce l’opera del filosofo Ludwig Wittgenstein nel Museo Gay di Berlino. I curatori Jan Drehmel, Kristina Jaspers hanno organizzato l’opera per commemorare i 60 anni dalla sua morte, recuperando i documenti originali così come i lavori con il disegno di interni ed installazioni di mezzi di comunicazione.

schwulenmuseum berlin wittgenstein

Ludwig Josef Wittgenstein nacque a Vienna nel 1889. Figlio di un ricco industriale d’acciaio, visse l’infanzia piena di stimoli artistici e culturali che gli fomentarono le doti intellettuali. A casa sua si organizzavano spesso ricevimenti con Brahms, Mahler e altri grandi artisti dell’epoca. I suoi studi universitari di ingegneria li iniziò a Berlino e li continuò a Manchester, dove si dedicò all’investigazione aeronautica. Nel 1912 il suo interesse accademico ha una svolta e comincia a leggere i tre tomi di Bertrand Russell, Principi di Matematica e si trasferisce al Trinity College a Cambridge per studiare matematica pura e filosofia con la direzione di Russell.

Finalmente, la sua passione per la conoscenza lo focalizzò nella filosofia e specialmente nella linguistica. Durante la Prima Guerra Mondiale si arruolò nell’esercito austro-ungarico e cadendo prigioniero degli italiani si dedicò a prendere note delle sue riflessioni. Finendo la guerra pubblicò Tractatus logico philosophicus che influì fortemente i positivisti logici del Circolo di Vienna, un movimento di carattere scientifico filosofico che si occupava della logica della scienza. Anni più tardi, le sue nuove investigazioni lo portarono a criticare duramente l’opera.

Wittgenstein fu un uomo particolare, solitario, depresso ed umile. Alla morte di suo padre distribuì la sua eredità tra le sue sorelle ed alcuni artisti ed intellettuali, rimanendo nella miseria e per vivere lavorò come maestro in una scuola e come giardiniere in un convento.

Sebbene fu riconosciuto come un gran pensatore ed i suoi sedimenti alla logica filosofica e la linguistica furono molti, i suoi permanenti stati depressivi lo portarono ad allontanarsi dagli incontri con i suoi conoscenti per lunghe stagioni.

L’opera del pensiero di Wittgenstein è divisa in due momenti. Uno segnato dalla pubblicazione del suo libro Tractatus logico philosophicus, dove cerca una soluzione ai dilemmi non risolti dal positivismo rispetto alla matematica e alla filosofia. L’altro momento è riferito alle sue investigazioni filosofiche che danno origine alla filosofia analitica, centrando la riflessione nello studio della linguistica come via di trasformazione della discussione filosofica.

La sua enorme sensibilità artistica acquisita durante l’infanzia lo portò a compiere incursioni nell’architettura, nella musica e nella scultura. Tuttavia, suo punto forte fu il pensiero e la capacità infinita di riflettere sulle sue note. Durante la Seconda Guerra Mondiale si arruolò come infermiere ed al suo ritornò si dedicò a scrivere le sue due opere postume, I quaderni azzurri e marroni ed Investigazioni filosofiche.

Per ulteriori informazioni: http://www.schwulesmuseum.de/

Nancy Guzman Only-apartments AuthorNancy Guzman

Tutto un bel vedere è assistere al Museo Gay e vedere questa notevole esposizione che ci parla di un pensatore che visse i conflitti della sessualità in una società meno tollerante e, nonostante ciò, brillò per la sua intelligenza, umanità e generosità. Non perdertela se ti trovi ad alloggiare negli appartamenti a Berlino

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